Cronaca

Spari all'Olimpico: "Nell'assalto ai pullman del Napoli con De Santis altre quattro persone"

A dirlo la Procura che ha ricostruito la dinamica dei fatti. Mancano alcuni tasselli. Disposta la consulenza balistica. Pignatone intanto: "Nessuna indagine sulla trattativa"

Come, da chi e in che termini è stata portata avanti l'aggressione ai pullman dei tifosi del Napoli? E' questo il tema centrale dell'inchiesta relativa agli episodi di sabato scorsa all'Olimpico. La Procura di Roma porta avanti le proprie indagini in sinergia con la Questura. Rispetto a domenica scorsa quando il questore di Roma Mazza era sicuro ("De Santis ha agito da solo e le tifoserie non c'entrano nulla", ndr), emergono nuove certezze. Gastone non era da solo, ma con almeno quattro persone. A dirlo è proprio la Procura, rivedendo in qualche modo la versione di domenica scorsa della Questura.

TESTIMONI - Come emerso dalle dichiarazioni di alcuni testimoni il gruppo indossava dei caschi integrali di colore nero. Sono stati loro a dare il via al lancio di sassi, fumogeni e bombe carta. Ad un certo punto almeno nove tifosi partenopei hanno deciso di vedere da dove provenissero questi oggetti e chi fosse l'autore della provocazione. Gli amici di De Santis si sono dati alla fuga seguendo un percorso diverso da quello dell'ex ultras giallorosso.

De Santis ha scelto per fuggire un vicolo e, nel tentativo di respingere un primo assalto da parte dei supporter partenopei, ha fatto fuoco con la pistola: quattro colpi in rapida successione sparati a brevissima distanza dai tre tifosi del Napoli che poi sono rimasti feriti.

CONSULENZA BALISTICA - La procura ha poi spiegato che verrà richiesta una consulenza balistica. Questo sia  per definire meglio quanto fossero vicini De Santis e i napoletani ma anche per capire se i tre feriti abbiano partecipato effettivamente al pestaggio dell'ex ultras romanista.

NESSUNA TRATTATIVA - Su quanto avvenuto all'interno dello stadio il procuratore capo Pignatone ha poi spiegato: "Non esiste il reato di trattativa e quindi non può esservi una indagine giudiziaria in tal senso". Il responsabile dei pubblici ministeri della Capitale ha chiarito che sono tre le fasi in cui gli inquirenti si stanno applicando per fare luce su tutto quanto avvenuto. "Sono passaggi compiuti d'intesa con la Questura e le autorità che sovrintendono alla sicurezza, non solo dello spettacolo sportivo".

LE CONDIZIONI DI CIRO ESPOSITO - Restano stabili ma ancora critiche le condizioni di Ciro Esposito. Il 29enne è ricoverato nel Centro di Rianimazione del Policlinico A. Gemelli, diretto dal professor Massimo Antonelli, e secondo l'ultimo bollettino medico del nosocomio "ha raggiunto una soddisfacente stabilità dei parametri vitali principali", ma "la prognosi rimane comunque riservata e la condizione di criticità non risolta, nonostante si sia potuto ridurre significativamente il dosaggio dei farmaci vasoattivi". E "proseguono la dialisi e la ventilazione meccanica".

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