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Mercoledì, 21 Febbraio 2024

VIDEO | Domenica di sangue a Fidene, i testimoni: "Ha sparato per uccidere, poteva fare una strage"

I racconti sotto choc dei partecipanti alla riunione organizzata nel gazebo di un bar di via Monte Giberto: l'uomo è entrato con la pistola in pugno, si è diretto verso il tavolo del direttivo e ha fatto fuoco uccidendo tre persone

Almeno sette colpi esplosi a bruciapelo contro il direttivo di un consorzio di case vacanze in provincia di Rieti, la pistola in pugno per uccidere e fare quante più vittime possibile: tre le persone uccise, tutte donne, quattro quelle ferite gravemente nella mattinata di terrore che si è consumata nel gazebo di un bar di via Monte Giberto, a Fidene. A fare fuoco Claudio Campiti, 57enne originario di Ladispoli, bloccato prima dai presenti e poi preso in consegna dai carabinieri, una persona già conosciuta proprio per precedenti dissidi con il consorzio.

“All’inizio della riunione è entrato un uomo con la pistola in pugno, ha messo il colpo in canna e ha iniziato a sparare al direttivo - racconta un partecipante alla riunione organizzata nel gazebo appositamente per discutere del bilancio di fine anno - Gli siamo saltati addosso per bloccarlo, prima lo abbiamo disarmato, gli abbiamo tolto la pistola e l’abbiamo allontanata, poi lo abbiamo tenuto bloccato sino a quando sono arrivati i carabinieri”.

“Lo conoscevamo di vista - prosegue il testimone - non veniva sempre alle riunioni del consorzio. Ha sparato almeno sette, otto colpi, ha colpito la segretaria e la commercialista del consorzio e un altro membro del direttivo, ha ferito la presidentessa". L'uomo ha estratto l'arma per uccidere. Si è diretto subito verso il tavolo dove stavano seduti i membri del direttivo, ha rivolto l'arma verso le persone e ha iniziato a sparare: "Stava a 40 centimetri da loro - riferisce un'altra testimone sotto choc - il direttivo era seduto dietro al tavolo, lui era in piedi e ha puntato direttamente contro le persone. Difficile non colpirli da così vicino”.

“Siamo stati miracolati perché si è inceppata l’arma - aggiunge un altro dei presenti - abbiamo avuto il tempo di saltargli addosso e disarmarlo”. Poi l'intervento dei carabinieri, che lo hanno preso in consegna. Fermato, nelle prossime ore sarà interrogato dal pubblico ministero.

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