Cronaca

Spari all'Alessandrino, ferito durante l'aperitivo: il bar a rischio chiusura. La relazione dei carabinieri

La richiesta fatta dall'Arma arriva al termine della prima fase di indagine nella quale i militari hanno delineato lo scenario in cui è avvenuta l'aggressione armata

I carabinieri hanno chiesto la chiusura del bar di viale dell'Alessandrino balzato alle cronache perché, lo scorso martedì 12 luglio, un 23enne della periferia di Roma est e stato ferito da due colpi di pistola da un uomo che, intorno alle 19, ha sparato al giovane mentre stava facendo l'aperitivo con il fratello ventenne. La vittima, soccorsa, è caduta subito a terra sanguinante e portata in ospedale. Dopo due operazioni non risulterebbe più in pericolo di vita. 

Sul posto, subito dopo i fatti, sono giunti i carabinieri della Compagnia Casilina che, insieme alla VII Sezione di via In Selci, hanno iniziato le indagini per capire chi e perché abbia voluto mettere in atto un agguato così plateale, durante l'orario dell'aperitivo e con testimoni presenti. L'ipotesi principale di chi indaga è quella di una vendetta personale, un regolamento di conti. Ma al momento non vengono escluse anche alte piste. 

I carabinieri procedono a bocche cucite, ma nel frattempo hanno stilato una relazione sul contesto in cui è avvenuta la sparatoria, avanzando la chiusura attraverso il provvedimento amministrativo ex art 100 T.U.L.P.S., nei confronti del bar. Stando a quanto riscontrato dall'Arma l'episodio si è sviluppato "in una cornice urbana caratterizzata da un'intensa frequentazione da parte di cittadini appartenenti a tutte le fasce di età" e, tenuto conto della presenza in zona di aree verdi, di esercizi commerciali e uffici, ha generato un "forte allarme sociale nell'opinione pubblica e destato non poca preoccupazione negli abitanti del quartiere", intimoriti dal fatto che simili episodi possano "avvenire alla luce del giorno, in un'area densamente popolata e nel pieno svolgimento delle normali attività di vita quotidiana". 

La richiesta dei carabinieri è suffragata anche dal fatto che è stata accertata da chi indaga della "frequentazione del locale anche da parte di altre persone gravate da precedenti di polizia", con il bar che risulta essere un "punto di riferimento per le persone coinvolte nell'evento del 13 luglio" le quali hanno riferito che, già nei mesi precedenti, "mentre si trovavano nello stesso locale, erano rimasti coinvolti in un simile episodio, durante il quale però non furono esplosi colpi di pistola", si legge nella nota dell'Arma.

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