Torre Maura: pusher violenti spacciavano e consumavano cocaina, 12 arresti

Maxi operazione dei carabinieri alle prime luci dell'alba. La banda imponeva il mercato con metodi violenti. Sventato un tentato omicidio. Tra le violenze un pestaggio ai danni di un semplice cittadino passato nella loro 'zona' in cerca di una farmacia

Operazione Torre Maura

Sono intervenuti "prima che ci scappasse il morto". A mettere fine ad una violente associazione per delinquere dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti, attiva nella zona sud est della Capitale, tra le borgate di Torre Maura e Tor Vergata, i carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile e della II Sezione del Nucleo Investigativo di Frascati.

12 ARRESTI - I militari, coordinati rispettivamente dal tenente colonnello Marco Aquilio e dal capitano Angelo Gerardi, alle prime luci dell'alba del 25 ottobre hanno dato esecuzione a 12 ordinanze di custodia cautelare emesse dal Tribunale di Roma su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di altrettanti giovani di età compresa tra i 20 ed i 30 anni che avevano scelto un bar poco distante dalla rampa d'accesso del Gra sulla via Casilina come centrale operativa nella quale incontrarsi e gestire la vendita per lo più di cocaina.

SPACCIATORI E CONSUMATORI - Caratteristica inquietante della banda erano i metodi violenti, dovuti secondo gli inquirenti, al consumo della stessa cocaina che vendevano e che in diverse occasioni ha portato i fermati ad imporre la propria presenza sul territorio facendo uso della violenza. "Una mancanza di lucidità - hanno spiegato i carabinieri - che ha determinato diversi errori nel corso della loro attività". I pusher infatti alternavano delle "buone potenzialità criminali" ad errori poco professionali proprio a causa dell'abuso di cocaina.

VIOLENZE GRATUITE - Nel corso delle indagini i militari sono dovuti intervenire per sventare un tentativo di omicidio che stava per essere portato a termine da alcuni componenti della banda ai danni di un rivale. In particolare ad essere preso di mira fu un 'pesce piccolo' che nel tentativo di inserirsi nel giro aveva mancato di rispetto ad uno dei membri della banda, schiaffegiandolo pubblicamente. Da qui la ritorsione con i componenti della banda che si era già attrezzati con armi e scooter per fargliela pagare.

PADRE PICCHIATO IN STRADA - Sono state proprio le azioni violente del sodalizio a portare i carabinieri ad intervenire prima che succedesse qualcosa di irrimediabile. La poca lucidità ha portato il sodalizio a mettere in atto delle vere e proprie situazioni grottesche e pericolose come nel caso del maggio del 2012, quando ad essere preso di mira fu un uomo uscito intorno alle 23 in cerca di pannollini per il figlio. L'uomo era però alla guida di un'auto sospetta e una volta passato nella zona di controllo della banda venne aggredito brutalmente mentre era fermo ad un semaforo. In quel caso l'uomo fu costretto a scendere dall'auto e pestato a sangue, per poi essere ricoverato con 40 giorni di prognosi per la una lesione alla calotta cranica.

BULLI CON LE COMPAGNE - Gli efferati spacciatori non disdegnavano di lodare la loro attività criminale e violenta come testimoniato da un'intercettazione dei carabinieri nella quale uno dei componenti della banda si vantava con la compagna: "Sul pavimento del bar c'è ancora il sangue di quello che ho pestato", con la fidanzata accondiscente dall'altra parte del telefono.

TURNI H24 - L'indagine, avviata dai carabinieri a gennaio del 2012, ha permesso di constatare come la banda fosse organizzata in maniera capillare, con veri e propri turni di lavoro da 8 ore che coprivano lo spaccio al dettaglio della cocaina nell'arco delle 24 ore, con tanto di riposi e turni settimanali, come constatato anche in questo caso da alcune intercettazioni ambientali.

MORFOLOGIA DELLA BORGATA - L'azione investigativa dei carabinieri è stata resa particolarmente difficile dall'organizzazione del sodalizio che nei momenti di lucidità riusciva, tramite sentinelle, pali e complici a rendere impossibile alla forze dell'ordine il recupero della droga. Pusher che utilizzavano un linguaggio criptico inducendo l'omertà nei confronti della popolazione con azioni violenteInnumerevoli sono stati i controlli effettuati nel corso delle indagini, spesso con esito positivo malgrado, come detto, le vedette piazzate nei punti strategici del quartiere.

RAPINE PER PAGARSI LA COCAINA - A rendere complicate la gestione dei traffici era però la dipendenza dalla cocaina con alcuni membri del sodalizio che non riuscivano a coprire l'uso personale con l'attività di spaccio che non disdegnavano rapine e furti per 'guadagnare' soldi da investire in cocaina. Azioni che però erano minate dalla poca lucidità come nel caso di un tentativo di furto ad un'edicola che il ladro trovò chiusa, dirottando, tramite consiglio telefonico di un amico, il proprio 'lavoro' in una vicina farmacia.

SPACCIO D'ESTATE - Un'attività illecita che si concentrava nella principalmente nell'area compresa tra via dell'Usignolo e via dell'Aquila Reale a Torre Maura e via Depret a Tor Vergata. Una banda che non mirava ad allargare il proprio mercato ma che non disdegnava affari allettanti, come nel caso dell'estate del 2012 quando uno dei 12 fermati, in vacanza a Rieti, tornò a Roma a prendere un etto di cocaina in quanto nel capoluogo reatino la poteva vendere ad un prezzo maggiore con successiva maggiore 'svolta di merce'. In quel caso il giovane venne fermato e la cocaina sequestrata.

ARMI - E sempre nell’ambito dei fondamentali servizi preventivi posti in essere dagli investigatori, sono state sequestrate ad un membro della banda tre pistole, un centinaio di proiettili di vario calibro pronti per l’uso, oltre al materiale necessario per il confezionamento artigianale degli stessi.

ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE - A sei degli arrestati, tutti residenti a Torre Maura, viene contestato il reato di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di stupefacenti (art 74 del Codice Penale), mentre ai restanti è stato riconosciuto lo spaccio in concorso (art. 73) poiché semplici pusher o vedette, sebben sempre al soldo dei primi. Tra di loro anche due fratelli ed una coppia di conviventi. Ad alcuni di essi, inoltre, è stato contestata la detenzione illegale di armi comuni da sparo, rapina, ricettazione ed estorsione.

CACCIA AL DODICESIMO - Risultano al momento tratti in arresto 11 dei 12 giovani colpiti da provvedimento cautelare in carcere. Sono ancora in corso le ricerche dell’ultimo componente della banda, che non ha fissa dimora. Le perquisizioni condotte presso le abitazioni degli indagati hanno consentito inoltre di porre sotto sequestro circa 100 grammi di sostanza stupefacente tra hashish e marijuana. L’operazione ha interessato circa cento Carabinieri coadiuvati dalle unità cinofile di Ponte Galeria.

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