Cronaca Prenestino / Via Mario Ugo Guattari

Sorelle bruciate nel camper, caccia al killer. Veglia a Trastevere per le vittime

Proseguono senza sosta le indagini della polizia che lavorano sulla pista delle faide interne alle famiglie rom. L'uomo che ha lanciato la molotov che ha ucciso le tre sorelle Halilovic sarebbe stato identificato

Un uomo alto e magro già conosciuto alle forze dell'ordine. Proseguono le indagini della Squadra Mobile di Roma per dare un nome ed un volto al killer che ha ucciso le tre sorelle Elisabeth, Francesca ed Angelica Halilovic lanciando una bottiglia incendiaria contro il camper all'interno del quale hanno poi trovato una tragica morte. Secondo quanto si apprende l'assassino sarebbe stato individuato ma ancora non trovato. Ad incastrarlo potrebbero essere proprio le immagini di videosorveglianza che intorno alle 4:00 della notte del 10 maggio hanno ripreso una persona che lancia qualcosa contro il caravan che subito dopo prende a fuoco. Un video acquisito dalla Procura di Roma con il pubblico ministero Antonino Di Maio, titolare dell'inchiesta, che procede con le ipotesi di omicidio volontario a carico di ignoti e rogo doloso. 

IPOTESI INVESTIGATIVE - Escluso il movente razziale, gli investigatori continuano a passare al setaccio le baraccopoli della Capitale dove la famiglia Halilovic ha contatti, parentele e conoscenze. In particolare i campi di via Salviati e de La Barbuta, dai quali gli Halilovic si erano dovuti allontanare per alcuni problemi interni. Una tesi confermata agli investigatori dal padre delle tre sorelle, Romolo, che ha riferito loro di aver subito delle minacce che lo avrebbero costretto ad allontanarsi dalle baraccopoli di Tor Sapienza e Ciampino.

MORTE DI ZHANG YAO - Una delle ipotesi è che la famiglia vittima dell'attentato incendiario, 13 le persone che vivevano nel camper che si trovava in sosta sopra al parcheggio del centro commerciale Primavera a Villa De Sanctis, possa aver avuto un ruolo nell'identificazione dei tre rom fermati poi per la morte di Zhang Yao, la giovane studentessa cinese travolta da un treno a Tor Sapienza per inseguire i ladri che le avevano scippato la borsa a due passi dalla favela di via Salviati. 

IL BLITZ A LA BARBUTA -  Una indagine complessa, dove non si esclude nessuna pista e dettaglio. Altri episodi sui quali gli investigatori stanno cercando di fare luce per chiudere il cerchio sulla tragedia di via Mario Ugo Guattari si collegano ad un blitz della polizia locale di Roma Capitale nel campo de La Barbuta, con i vigili urbani che operarono tre fermi all'interno della baraccopoli in seguito ad una rapina a mano armata subita all'interno dell'area dietro alla quale si celava l'ombra del racket delle roulotte e delle estorsioni, con alcune famiglie costrette a pagare il pizzo per continuare a vivere nei moduli abitativi assegnati dal Comune.  

INCENDIO IN VIA BALZANI - Fra i tasselli anche un precedente incendio divampato il 5 maggio in via Romolo Balzani, sempre nella periferia sud est della Capitale. In quel caso fu un altro camper ad andare carbonizzato ma per fortuna vuoto. Due roghi a distanza di pochi giorni che potrebbero essere collegati e sui quali gli agenti di polizia stanno cercando di fare piena luce alla ricerca di possibili collegamenti fra i due fatti. 

VEGLIA TRASTEVERE - Oltre alle investigazioni, proseguono anche le manifestazioni di vicinanza e solidarietà per la tragica morte di tre sorelle di soli 20, 8 e 4 anni. Nella serata di giovedì la Comunità di Sant'Egidio si è infatti data appuntamento nella chiesa di Santa Maria in Trastevere per una preghiera ed una veglia in ricordo di Elisabeth, Angelica e Francesca. Centinaia le persone che gremivano la parrocchia del Rione del Centro della Capitale. "Abbiamo chiesto a questa città di fermarsi per questi bambini rom, figli di tutti noi, piccoli e indifesi che hanno perso la vita", con queste parole il presidente della Comunità di Sant'Egidio Marco Impagliazzo ha spiegato il senso della veglia di preghiera di ieri pomeriggio a Santa Maria in Trastevere. Accanto ai rappresentanti delle istituzioni, alla preghiera erano presenti anche i familiari delle bambine, a cui Marco Impagliazzo ha espresso l'affetto e la vicinanza della Comunità.

"UCCIDERE IL FUTURO" - Una veglia commossa e composta, dove oltre alle tre sorelle Halilovic si sono ricordati anche i tanti bambini rom morti a Roma di povertà negli ultimi anni: di freddo, incendi, incidenti e malattie. "Uccidere i bambini è uccidere il futuro - ha detto nell'omelia il vescovo ausiliare di Roma sud Paolo Lojudice, che ha aggiunto - il vero colpevole è l'indifferenza".

Tragedia camper Villa De Sanctis

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