Sorelle bruciate nel camper a Centocelle: arrestati i responsabili

Quattro i responsabili, fra loro due fratelli. Alla base dell'omicidio plurimo una faida tra famiglie rom

Il luogo della tragedia

Una faida tra famiglie rom per problemi economici. Questa la causa scatenante che ha determinato la tragica morte di tre sorelle (di 4, 8 e 20 anni) arse vive nel camper dove dormivano con la famiglia dopo che il caravan prese fuoco in seguito al lancio di una bottiglia incendiaria. La tragedia si consumò lo scorso 10 maggio nel parcheggio che si trova sopra il centro commerciale Primavera, zona Villa De Santis-Centocelle. A dover rispondere di omicidio plurimo due fratelli, Serif ed Andrea Seferovic ed altre due persone, che si trovano allo stato attuale fuori dal territorio nazionale. 

Fratelli Seferovic in manette 

Le ordinanze di custodia cautelare sono state notificate ai due fratelli alle prime luci dell'alba di oggi. I riscontri a seguito di una intensa attività di indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma e dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Roma, personale della Sezione Omicidi della Squadra Mobile di Roma, in collaborazione con la Squadra Mobile di Torino. A finire in manette Serif Seferovic, 20 anni, pregiudicato per reati contro il patrimonio, per i reati di omicidio plurimo delle sorelle Halilovic Elisabeth, Francesca e Angelica, tentato omicidio plurimo, detenzione, porto ed utilizzo d’arma da guerra e incendio doloso ed il fratello, Andrea Seferovic, 18enne, per il reato di incendio doloso.

Sorelle Halilovic bruciate nel camper 

La tragedia si consumò la notte del 10 maggio 2017, all’interno del parcheggio del centro Commerciale Primavera di piazza Mario Ugo Guatteri, si è sviluppato l’incendio di un camper in sosta con all’interno un nucleo familiare composto da 13 persone. A seguito dell’incendio, che ha totalmente combusto il camper, sono decedute le tre sorelle che non hanno fatto in tempo ad uscire dal veicolo.

Faida tra famiglie rom

Sin dai primi esiti dell’attività di indagine, basata tra l’altro sull’assunzione di informazioni testimoniali, analisi di impianti di videosorveglianza presenti nell’area interessata e l’espletamento di attività tecnica, è subito emerso che quanto accaduto era da ricondursi a problematiche esistenti tra il nucleo familiare Halilovic ed uno dei Seferovic, maturate all’interno della baraccopoli di via Salviati.

Episodi precedenti all'omicidio plurimo

A seguito di tali problematiche il padre delle tre vittime era da tempo entrato in forte contrasto con alcuni Seferovic. Infatti, l’omicidio del 10 maggio è stato preceduto da alcuni episodi di litigi e danneggiamenti, sintomatici del clima esistente fra i citati nuclei familiari. Pertanto, l’attività investigativa è stata indirizzata nei confronti del nucleo familiare dei Seferovic ed ha consentito di ricostruire la dinamica dei fatti accaduti il 10 maggio nonché degli eventi avvenuti nei giorni precedenti.

Lite per problemi economici

Le indagini hanno confermato quanto emerso nell’immediatezza, infatti è risultato che il nucleo familiare dei Seferovic dimorante presso il campo nomadi di Tor Sapienza, era da tempo in contrasto con il padre delle vittime per motivi economici.

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Primo episodio incendiario

Tali contrasti hanno portato ad un primo episodio incendiario avvenuto lo scorso 5 maggio, allorquando in via Romolo Balzani i fratelli Seferovic Serif ed Andrea hanno lanciato due ordigni incendiari contro il camper della nonna delle vittime, ivi parcheggiato, che in pochi secondi facevano divampare un incendio di vaste proporzioni che distruggeva completamente il suddetto camper e danneggiava alcune vetture parcheggiate nei pressi.

Il Fiat Ducato bianco

Il successivo 10 maggio poi, in seguito ad una serie di ulteriori episodi sintomatici della tensione creatasi tra i due nuclei familiari il Serif Seferovic, unitamente ad altri due individui, a bordo di un furgone Fiat Ducato di colore bianco da lui condotto, si è recato in piazza Guattari con lo scopo di porre in essere l’azione omicidiaria.

Dalla Bosnia a Torino

Non appena commesso il fatto, il nucleo familiare si è immediatamente allontanato dal territorio nazionale per rifugiarsi in Bosnia. In seguito, i fratelli Serif ed Andrea hanno fatto ritorno in Italia, stabilendosi nella città di Torino.

Fermati a Torino

In virtù dei gravi indizi di colpevolezza raccolti, il Tribunale di Roma ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Serif Seferovic e Andrea Seferovic, pertanto sono stati effettuati dei servizi tesi alla localizzazione dei predetti, all’esito dei quali nelle prime ore della mattinata odierna Seferovic Serif e Andrea sono stati localizzati e tratti in arresto a Torino, il primo presso un mercato dell’usato ove aveva allestito un banco per la vendita, l’altro mentre dormiva all’interno del suo furgone in località Moncalieri (Torino).

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Quattro persone responsabili 

Le indagini hanno altresì evidenziato il coinvolgimento nell’evento omicidiario di altri due soggetti, uno dei quali anch’egli destinatario dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Roma; nei confronti del secondo, poiché minorenne, su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale dei minorenni di Roma è stata emessa dal medesimo Tribunale analoga ordinanza di custodia cautelare. I provvedimenti emessi nei loro confronti non sono stati eseguiti poichè attualmente entrambi si trovano fuori dal territorio nazionale.
 

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