Sordi, ritrovato il quadro 'scomparso': Aurelia lo regalò a Papa Ratzinger

Il 'mistero del quadro' era stato sollevato da Rutelli: "Alberto voleva che la tela fosse regalata a Roma". Ma nel 2010 la sorella lo regalò a Papa Benedetto XVI

Non c'è pace per Aurelia Sordi e la ricca eredità ricevuta dal mitico Albertone, suo fratello. Prima l'inchiesta per un possibile raggiro ai danni della donna, che ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati dell'avvocato, il notaio e l'autista dell'anziana. Poi, un vero e proprio mistero creatosi intorno al quadro della "Madonna col Bambino tra due angeli, San Girolamo e Sant’Antonio Abate". 

La tavola, del maestro senese Francesco di Giorgio Martino, era appartenuta ad Alberto Sordi che l'aveva comprata con gli incassi di uno dei suoi tanti film di successo. Nel 2000, poco dopo essere stato "sindaco per un giorno", l'attore aveva confessato all'allora sindaco di Roma, Francesco Rutelli, di volere regalare quell'opera alla Capitale per "farla esporre in un museo pubblico così che tutti possano vederla", come aveva raccontato lo stesso ex primo cittadino.

Tre anni dopo Alberto Sordi lasciava per sempre la 'sua' Roma ed il quadro andava in eredità a sua sorella. "Nel 2007 - aveva spiegato Rutelli - Aurelia Sordi mi aveva chiamato perchè voleva portare avanti la volontà di suo fratello e allora avevamo cominciato tutte le procedure necessarie per trasferire il quadro dalla famiglia Sordi al Comune di Roma". In quel periodo, la tela era custodita in casa Sordi ma, aveva denunciato Rutelli, "oggi non c'è più e non si sa che fine abbia fatto".

Immediatamente il pm Eugenio Albamonte, lo stesso che indaga sulla possibile circonvenzione di incapace ai danni di Aurelia, aveva fatto partire le ricerche. Si è così scoperto che il quadro della "Madonna col Bambino tra due angeli, San Girolamo e Sant’Antonio Abate" era stato donato nel 2010, dalla sorella di Alberto Sordi, a Papa Benedetto XVI. Insomma, mistero risolto. 

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Anche se Rutelli non è ancora 'contento'. "Se il giallo della Tavola Sordi è risolto, non è però realizzata la volontà di Alberto di regalarla alla città di Roma, al popolo che amava tanto e che tanto lo amava", ha detto. Ciò che lascia perplesso l'ex sindaco è che "si sia tenuto uno strano segreto su questa decisione di dare all'opera una destinazione tanto autorevole". Infine, la speranza che "venga resa accessibile a tutti secondo quella che era la volontà di Alberto". 

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