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Cronaca

La banda che invia sms truffa per svuotare i conti delle vittime: 280 mila euro rubati

La banda usava la tecnica dello smishing ossia messaggi di testo truffa per estrarre dati finanziari degli utenti e rubarne l'identità, per poi svuotare i loro conti

Con un sms truffa agganciavano le vittime, gli rubavano i dati e quindi l'identità digitale, per poi svuotarne il conto il conto banca lasciando qualche migliaio di euro come "risarcimento". Truffe anche nel corso dei mesi sono aumentante e che per un gruppo che faceva base tra le Marche e la Campania ha fruttato ben 280 mila euro.

A far scattare le indagini è stato un romano, truffato di ben 27 mila euro. Dopo aver raccolto la denuncia, sono scattate le indagini condotte dai carabinieri della sezione cyber investigation del nucleo investigativo di Roma, coordinate dalla procura di Ancona, attraverso sofisticate tecniche di digital forensics, hanno consentito di ricostruire la tecnica criminale utilizzata del sodalizio e individuarne i componenti.

Gli sms truffa

Il sodalizio inviava sms comunicazioni alle loro vittime, spesso scelte in maniera casuale, facendo credere che arrivassero dai rispettivi istituti di credito. Così le vittime venivano invitate ad accedere al proprio conto on line, contattandole telefonicamente fingendosi operatori bancari. Una volta carpite le credenziali di accesso, veniva prelevato dai conti il denaro riversandolo su conti correnti intestati a persone compiacenti, a cui poi veniva lasciata una percentuale (solitamente circa il 15%) del maltolto, come rimborso. Una truffa che ha colpito anche una 18enne romana.

280 mila euro rubati

Le indagini hanno consentito di accertare, finora, almeno 19 reati per un totale stimato in almeno 280.000 euro. Durante le perquisizioni, eseguite nelle Marche e in provincia di Napoli, sono stati rinvenuti 16 mila euro in contanti e dispositivi elettronici ed informatici su cui i carabinieri della sezione cyber investigation del di Roma effettueranno ulteriori accertamenti.

L'arresto

Dopo le indagini, carabinieri e procura hanno emesso un provvedimento di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo originario di Torre Annunziata, ma residente nelle Marche, ritenuto gravemente indiziato di essere il promotore di un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di numerosi reati di frode informatica commessi attraverso la tecnica dello smishing. Quattro invece le persone denunciate. Contestualmente sono state eseguite perquisizioni personali, domiciliari e informatiche nei confronti di quattro persone indiziate di essere appartenenti al sodalizio in esame, tutti iscritti nel medesimo procedimento penale.

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