Cronaca

Giustizia per Chiara: al San Camillo 300 persone dicono "no al rito abbreviato per Falcioni"

Il padre di Chiara: "La gente ha risposto ben al di là delle aspettative. C'è sete e bisogno di giustizia. La vicenda di Chiara sta diventando il simbolo della lotta contro la violenza sulle donne e mi auguro davvero che il messaggio venga raccolto"

La madre e il padre di Chiara Insidioso Monda (foto Andrea Ronchini)

Trecento persone si sono riunite ieri sera in sit in al San Camillo nel nome di Chiara Insidioso Monda, per chiedere una pena giusta nei confronti di Maurizio Falcioni. "No al rito abbreviato" era uno degli slogan che correva tra i partecipanti, tutti stretti attorno alla madre e al padre di Chiara, presenti in prima linea in quell'ospedale dove la loro figlia, dallo scorso 3 febbraio, vive in stato di incoscienza. Davanti al nosocomio della Gianicolense presenti anche il segretario nazionale dell'Idv Messina e l'assessore alle politiche sociali del X municipio Emanuela Droghei

"E' stato emozionante", racconta a RomaToday Maurizio Insidioso Monda, papà di Chiara. "La gente ha risposto ben al di là delle aspettative. C'è sete e bisogno di giustizia. La vicenda di Chiara sta diventando il simbolo della lotta contro la violenza sulle donne e mi auguro davvero che il messaggio venga raccolto". Tanta la rabbia tra i manifestanti: "Vogliamo giustizia. Non è possibile che il giudice conceda sconti di pena a chi ha ridotto così la povera Chiara", spiega un cittadino con un cartello con la scritta "Io sto con Chiara. No al rito abbreviato".

E proprio la concessione del rito abbreviato e il conseguente inevitabile sconto di pena fa infuriare i presenti. Il papà di Chiara racconta di aver percepito la rabbia della gente. "Sono contento che la gente abbia mantenuto i toni giusti. Nessuno ha alzato la voce, nessuno è andato sopra le righe. Devo però dire di aver percepito una grossa esasperazione. Tutti parlano di una giusta pena, non capirebbero uno sconto. Il rito abbreviato che molto probabilmente verrà concesso è comunque una misura prevista per legge. Tutti speriamo non venga accettato, ma nel caso accadesse, il giudice non avrebbe responsabile". Anche per questo Maurizio Insidioso Monda insista con il suo appello alle istituzioni: "Facciano qualcosa. Si muovano per inasprire le leggi. E' indispensabile che in casi come questi la pena sia la più alta possibile e bisogna aiutare i giudici, non gli imputati a trovare scorciatoie".

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