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Cronaca

Sinisa Mihajlovic è morto

Sinisa Mihajlovic è morto. L'ex difensore di Roma e Lazio da anni era malato di leucemia. Nelle ultime settimane le sue condizioni erano peggiorate. Aveva 53 anni

Sinisa Mihajlovic è morto. L'allenatore ed ex calciatore di Roma e Lazio non ce l'ha fatta: ha perso la battaglia contro la leucemia lottando fino alla fine come era solito fare in campo. La notizia diffusasi nel primo pomeriggio, viene confermata da fonti sanitarie a RomaToday. Mihajlovic in questi giorni era ricoverato a Roma, al Paideia Hospital.

L'annuncio della famiglia

Questo il comunicato della famiglia: "La moglie Arianna, con i figli Viktorija, Virginia, Miroslav, Dusan e Nikolas, la nipotina Violante, la mamma Vikyorija e il fratello Drazen, nel dolore comunicano la morte ingiusta e prematura del marito, padre, figlio e fratello esemplare, Sinisa Mihajlovic. Uomo unico professionista straordinario, disponibile e buono con tutti. Coraggiosamente ha lottato contro una orribile malattia. Ringraziamo i medici e le infermiere che lo hanno seguito in questi anni, con amore e rispetto, in particolare la dottoressa Francesca Bonifazi, il dottor Antonio Curti, il Prof. Alessndro Rambaldi, e il Dott. Luca Marchetti. Sinisa resterà sempre con noi. Vivo con tutto l’amore che ci ha regalato".

La malattia

 "Non ho paura, la affronterò e vincerò. Lo farò per me, per mia moglie, per la mia famiglia, per chiunque mi voglia bene". Queste furono le parole di Sinisa Mihajlovic nella conferenza stampa del 13 luglio 2019 quando annunciò di avere la leucemia. Il serbo come per tutta la sua carriera in campo prima e in panchina poi, si mostrò forte come anche se nei suoi occhi si poteva leggere il dolore.

Il giorno in cui scoprì di essere malato passò la notte a piangere, le sue lacrime però non erano di paura perché la sua volontà è sempre stata quella di lottare, di combattere: le sue erano più lacrime di rabbia. Lui come ha spesso ricordato questa sfida la voleva vincere. La notizia della sua morte ha sconvolto il mondo del calcio internazionale. In tanti piangono la sua morte, dai chi lo ha sempre sostenuto ai rivali in campo. Indimenticabile il coro dei tifosi laziali "E se tira Sinisa, e se tira Sinisa e se tira Sinisa è gol!", indimenticabile Sinisa, giocatore, allenatore uomo che non ha mai "voluto fare pena a nessuno" e nessuno ha mai provato pena per lui in questi anni. 

La prima fase della lotta alla malattia tra chemio e il ritorno in panchina con il suo Bologna

L'8 ottobre 2019 Sinisa Mihajlovic veniva dimesso dal reparto di ematologia Seragnoli dell'Ospedale Sant'Orsola di Bologna. Insieme alla moglie, Arianna Rapaccioni, compagna di vita da quasi 30 anni, tornò a Roma per passare dei giorni con la famiglia. Questo era il secondo ciclo di chemio, il primo era stato ad agosto, pochi giorni dopo la scoperta della malattia. I valori ematici erano buoni e i medici si dicevano soddisfatti della risposta di Sinisa che avrebbe forse potuto tornare in panchina per seguire il suo Bologna. 

Nel settembre 2019 le sue figlie Viktorija e Virginia, ospiti alla trasmissione Verissimo, parlarono della leucemia del padre e di come ne furono messe a conoscenza: "Eravamo in Sardegna, ho sentito mia madre parlare al telefono con lui in camera. Sono andata di là, le ho chiesto cosa stesse succedendo e lei me l’ha detto in lacrime. Pensi sempre che queste cose non possano succedere alla tua famiglia, soprattutto a una persona che fa un sacco di sport come nostro padre". "Paradossalmente - confessarono le due ragazze - "è lui che dà la forza a noi. Ha superato tante battaglie nella sua vita, ha le spalle larghe, così come noi".

A dicembre 2019 Mihajlovic in una conferenza stampa invitò gli italiani a diventare donatori di midollo osseo e in quell'occasione annunciò di essere stato sottoposto anche lui al trapianto. Queste le sue parole: "In Italia non si dona abbastanza. Siamo indietro rispetto a Paesi come quelli del nord, gli Stati Uniti e la Germania. Il trapianto di midollo salva vite, quindi donate: io purtroppo non posso più. E chiedo a tutti di schierarsi dalla parte della ricerca: donate". 

Ad inizio 2020 l'ex difensore di Roma e Lazio fu anche lui ospite del programma di Silvia Toffanin e per la prima volta parlò di quanto è stato difficile il periodo della chemio e del trapianto di midollo: "Sta andando tutto bene, non sto più prendendo il cortisone e questo è importante" - disse Sinisa - "Sono passati 78 giorni dal trapianto di midollo osseo e i primi 100 giorni sono i più critici. Poi dopo è tutto in discesa, bisogna avere pazienza ancora per una ventina di giorni ma superarli bene sarebbe già un bel traguardo". In quell'occasione scherzò anche sulla sua forma fisica sottolineando come si fosse "gonfiato" perché "dopo 4 mesi senza fare niente e prendendo 17 pastiglie al giorno".

Tredici chemio in cinque giorni e gli attacchi di panico

“Ho fatto tredici chemioterapie in cinque giorni" - aveva raccontato l'allenatore - "ma già dopo il terzo avevano annientato tutto. Il primo ciclo è stato il più pesante, mi sono venuti anche degli attacchi di panico che non avevo mai avuto perché ero chiuso in una stanza con l’aria filtrata: non potevo uscire e stavo impazzendo. Volevo spaccare la finestra con una sedia, poi mia moglie e alcuni infermieri mi hanno fermato, mi hanno fatto una puntura e mi sono calmato". Ancora una volta a dargli la forza di continuare è stata la sua famiglia: sua moglie e i suoi cinque figli.

Le buone notizie, il covid poi Sinisa e Arianna ballerini per una notte

Nel Febbraio 2020 i risultati delle analisi a cui si sottopose segnalarano un continuo miglioramento del suo stato di salute. L'allenatore tornò alla vita, ma poi è arrivato il covid e per Sinisa significava solo una cosa: avere la possibilità di passare del tempo a casa con la famiglia. "I medici stanno facendo un lavoro enorme, abbiamo il dovere di aiutarli evitando che il contagio aumenti. Agli italiani dico: seguiamo le istruzioni che ci danno. Dopo il picco arriverà la discesa e sarà bellissimo" fu l'appello del beniamino dell'Olimpico biancoceleste. Il serbo risultò positivo al Covid nell'agosto del 20220, asintomatico si negativizzò dopo circa due settimane tornando ad allenare il Bologna.  

Nonostante lo stop forzato dovuto all'emergenza sanitaria, Sinisa ha voluto vivere al massimo il periodo di tempo in cui la leucemia aveva lasciato il suo corpo. Fu in quel periodo che con la partecipò a Ballando con le Stelle dove sono stati ballerini per una notte, poi hanno deciso di risposarsi e scambiarsi di nuovo le promesse di matrimonio. E poi ecco la notizia più dolce: la figlia Virginia aspettava il loro primo nipotino. Impossibile per Sinisa trattenere le lacrime. E a novembre 2021, con grandissimo orgoglio, i due neo nonni hanno condiviso sui social la foto con la loro nipotina.

Il ritorno della malattia e il secondo ricovero

Il 26 marzo 2022, in una conferenza convocata all'improvviso Sinisa tornò a parlare della sua malattia. Sembrava sconfitta e invece gli esami medici che periodicamente doveva svolgere parlarono chiaramente: la leucemia era tornata. Riniziava per il guerriero la serbo la battaglia tra chemio e trattamenti, questa seconda volta lo prese meno alla sprovvista, ma la preoccupazione era normale che ci fosse.

Circa un mese dopo Arianna su Instagram pubblicò una foto con Sinisa accompagnata da una dolce descrizione: “Bisogna essere duri senza mai perdere la tenerezza. Sei un Leone dal cuore tenero". Un chiaro messaggio: Sinisa non era solo in questa battaglia. A maggio Mihajlovic fu dimesso.: le sue condizioni generali erano buone e nonostante fosse ricoverato non ha mai abbandonato i suoi giocatori, infatti da remoto lui riusciva a controllare tutto, anche se le prestazioni del Bologna non erano poi delle migliori. 

A settembre 2022, a circa un mese dall'inizio della nuova stagione, Mihajlovic fu sollevato dalla panchina del Bologna. La dirigenza felsinea infatti decise di cambiare allenatore e dire addio al serbo. Questa la nota del club emiliano che spiegava il perchè di questa scelta: "Una decisione che purtroppo si è resa inevitabile, nonostante il forte legame affettivo che si è creato con la società e tutta la città in questi tre anni e mezzo emozionanti e drammatici. Sfortunatamente anche i cicli tecnici che hanno dato soddisfazioni sportive, come questo, possono esaurirsi e perdere la spinta iniziale".

Gli ultimi giorni

Nelle ultime settimane non sono arrivati aggiornamenti sulla salute di Sinisa Mihajlovic. Il 13 dicembre un tweet di Clemente Mimun ha creato non poco scompiglio. "Forza Sinisa!" aveva scritto il direttore del Tg5 e questo messaggio era stato come un fulmine a ciel sereno. Un annuncio inatteso riguardo alle condizioni dello sportivo che lasciava intendere fossero peggiorate di nuovo. Un tweet che ha anticipato l'annuncio, purtroppo, ufficiale della sua morte da parte della famiglia.

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