Cronaca

Esplosione a Gaza, il giornalista romano Simone Camilli muore insieme ad altre 6 persone

La conferma, dopo una serie di voci incontrollate, è arrivata dalla Farnesina. Camilli era un videoreporter che lavorava per diverse agenzie internazionali, tra cui l'Associated Press

E' il giornalista romano Simone Camilli il giornalista italiano rimasto ucciso durante le operazioni di disinnesco di un missile israeliano. Con lui a Beit Lahiya sono rimaste uccise altre 6 persone.  La conferma, dopo una serie di voci incontrollate, è arrivata dalla Farnesina.

"La morte di Simone Camilli è una tragedia, per la famiglia e per il nostro Paese",  ha affermato il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, che ha espresso il suo cordoglio per la morte del giornalista italiano. "Ancora una volta è un giornalista a pagare il prezzo di una guerra che dura da troppi anni e per la seconda volta in pochi mesi piangiamo la morte di ragazzi impegnati con coraggio nel lavoro di reporter", ha ricordato Mogherini. A maggio aveva perso la vita, questa volta in Ucraina, un altro reporter italiano, Andrea Rocchelli.

Simone Camilli, romano, aveva 35 anni. Era giornalista professionista dal 2008 e lavorava per la Associated Press come giornalista televisivo dal 2005. Dopo la maturità scientifica, si era laureato all'Università La Sapienza di Roma in Storia e religioni islamiche. Prima di Ap, aveva collaborato con l'International Found for Agricoltural Development. A Gerusalemme dal 2006, è stato spesso inviato nella Striscia di Gaza. Camilli, che lascia la compagna e la figlia di 3 anni, è il primo giornalista straniero ucciso dall'inizio del conflitto a Gaza, nel quale hanno perso la vita oltre 1.900 palestinesi e 67 israeliani. Reporter di esperienza, aveva al suo attivo moltissime missioni in Medio Oriente, Palestina, Turchia, Libano. Tre anni fa, insieme a Pietro Bellorini, aveva realizzato e prodotto il documentario di 21 minuti "About Gaza".

A causare le vittime sarebbe stato un razzo israeliano rimasto inesploso, al quale le persone si erano avvicinate. Camilli, secondo le prime informazioni, Camilli stava documentando la situazione con la telecamera.

IL PADRE DI SIMONE - "Sono fiero di mio figlio". Ai microfoni di Skytg24 Pier Luigi Camilli parla del figlio Simone. "Aveva il mestiere nel sangue, ha girato il mondo in tutti i posti piu' pericolosi, e' stato in Israele, in Libano, in Kosovo, in Georgia. C'ho parlato l'altro giorno, gli ho detto di stare attento, e lui mi ha detto 'qui e' tutto tranquillo, non ti preoccupare'. Certo, parlare di un ragazzo che a 35 anni muore in questa maniera non è semplice".

"Simone - ricorda ancora il papà - era un giovane giornalista, uno dei tanti che va fuori per lavorare ma non è uno di quelli che è stato costretto, lui ha scelto di fare questo mestiere: con l'AP ha avuto questa occasione e lo faceva volentieri, con grande passione".

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