Lunedì, 15 Luglio 2024
Cronaca Magliana / Via della Magliana

Stupro alla Magliana: Simone Borgese non risponde alle domande del giudice

il 39enne era già stato condatto nel 2015 e nel 2022 per altri due casi di violenza sessuale

Ha scelto di non rispondere al giudice, Simone Borgese, l'uomo arrestato nei giorni scorsi a Roma in quanto ritenuto colpevole di aver stuprato una studentessa alla Magliana. Davanti al giudice delle indagini preliminari, Maddalena Cipriani, nell'aula di udienza del tribunale della Capitale, ha deciso di restare in silenzio nell'ambito dell'interrogatorio di garanzia. Nei confronti di Borgese lo stesso gip ha disposto la misura cautelare dei domiciliari. 

Intanto - secondo quanto si è appreso - la procura di Roma ha presentato istanza al riesame sollecitando nei confronti del 39enne romano una ordinanza di custodia in carcere. Nel provvedimento restrittivo eseguito la settimana passata dalla polizia di Stato si spiega come sussista il "concreto pericolo" che Borgese commetta "delitti della stessa specie di quello per cui si procede". Un fatto che sarebbe "desumibile dalle modalità delle condotte, che dimostrano la volontà di sopraffazione dell'uomo cui fa da contorno alla circostanza che il Borgese ha precedenti specifici". 

L’uomo infatti era stato condannato a 7 anni e 6 mesi per violenza sessuale, rapina e lesioni ai danni di una tassista commessi l’8 maggio del 2015. Esattamente nove anni dopo - l'8 maggio del 2024una seconda violenza sessuale. L'uomo è stato poi raggiunto da una nuova ordinanza di custodia cautelare dopo essere stato riconosciuto da una studentessa, approcciata con l'inganno e attirata in una trappola alla Magliana Vecchia, dove poi si è consumata la violenza sessuale. 

Il 14 novembre del 2022 inoltre Borgese è stato condannato a 2 anni e 10 mesi dai giudici della prima sezione penale del tribunale di Roma con l'accusa di molestie sessuali su una 17enne all’interno di un ascensore a Roma. L’abuso ai danni della ragazza, all’epoca minore, risale a giugno del 2014. L’uomo seguì la 17enne in un androne di un palazzo e abusò di lei in ascensore. La giovane inizialmente aveva denunciato la violenza subita senza però riuscire a fornire elementi utili agli inquirenti per poter identificare l’uomo, poi però quando Borgese venne arrestato dopo lo stupro della tassista avvenuto riconobbe il suo molestatore dalle foto pubblicate sui giornali.

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