Appio Latino: 'Sim anonime' in uso alla criminalità, sequestrate 4 società di telefonia

L'operazione 'Dealer' portata a compimento dalla Guardia di Finanza. Scoperto un giro di schede telefoniche intestate a nomi fittizi e cittadini stranieri

Un agguerrito e consolidato gruppo criminale, formato da anonimi imprenditori romani, titolari di diverse rivendite di schede telefoniche ed apparecchi di telefonia che fornivano, sistematicamente ed in maniera spregiudicata, a scopo di lucro, migliaia di schede telefoniche “anonime” che, poi, sono risultate essere state utilizzate in occasione anche di gravi eventi criminosi, come riscontrato in altre indagini di polizia giudiziaria. Questo quanto scoperto dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma che stamattina hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo di quattro società romane, tutte operanti nel settore della telefonia mobile.

INDAGINI - Il provvedimento, emesso dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Roma Valerio Savio, è il risultato di complesse e laboriose indagini - disposte dalla Procura della Repubblica di Roma - Direzione Distrettuale Antimafia, diretta dal Procuratore Capo Giuseppe Pignatone, e coordinate dal dottor Carlo Lasperanza - che hanno consentito di far luce su quel fenomeno criminale e di grave allarme sociale delle “intestazioni fittizie” di schede telefoniche, risultate in uso anche ad esponenti della criminalità organizzata.

OPERAZIONE DEALER - Con l’attività odierna, è stato inferto un duro colpo a quei “Dealer”, da qui il nome dell’operazione, che si sono prestati a fornire ausilio alle organizzazioni criminali, consentendo l’acquisto ovvero l’intestazione fittizia di schede telefoniche per fini illeciti.

SIM FITTIZIE - Nel dettaglio, le Fiamme Gialle del Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata (G.I.C.O.) del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma, nel corso delle indagini nel tempo svolte, troppo spesso hanno riscontrato come esponenti, anche di spicco, del mondo malavitoso locale e nazionale, per le loro conversazioni telefoniche, al fine di eludere i controlli da parte delle Forze di Polizia, fossero soliti avvalersi di schede Sim intestate ad ignari cittadini, anche stranieri, completamente inconsapevoli dell’illecito utilizzo dei propri dati personali. In alcuni casi, le schede erano intestate addirittura a nomi di fantasia e dunque a soggetti inesistenti.

UTILIZZO PER ATTI CRIMINALI - In tale contesto, secondo le direttive impartite dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, l’attenzione investigativa veniva concentrata su un agguerrito e consolidato gruppo criminale, formato da apparentemente anonimi imprenditori romani, titolari di diverse rivendite di schede telefoniche ed apparecchi di telefonia che fornivano, sistematicamente ed in maniera spregiudicata, a scopo di lucro, migliaia di schede telefoniche “anonime” che, poi, sono risultate essere state utilizzate in occasione anche di gravi eventi criminosi, come riscontrato in altre indagini di polizia giudiziaria.

LA BASE ALL'APPIO - A tal proposito, un significativo contributo alle investigazioni è stato fornito dalla Direzione Nazionale Antimafia che, nelle sue funzioni di coordinamento, ha consentito di valorizzare plurimi elementi, connessi anche ad attività investigative esperite da altre Direzioni Distrettuali Antimafia, sempre con l’utilizzo dei medesimi “Dealer”.  La base dell’organizzazione è stata individuata all’interno di un “normalissimo” negozio di telefonia, situato al quartiere Appio Latino, dove il principale indagato un romano di anni 46, gestiva, in prima persona, la vendita delle schede telefoniche.

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CLIENTI IGNARI - In spregio delle più elementari norme che regolano la tutela della privacy, l’indagato utilizzava le generalità di ignari clienti che, in buona fede, le avevano fornite in occasione di precedenti acquisti di prodotti telefonici, fidandosi della correttezza del commerciante. Il sodalizio criminale è risultato talmente ben strutturato che il 46enne, in breve tempo, ha creato una parallela filiera di distribuzione illegale di SIM CARD, così garantendo una costante fornitura alla “clientela” della malavita romana e nazionale, che in lui ha trovato un fidato “collaboratore”, in grado di fornire pacchetti di schede telefoniche “fittiziamente intestate”. In data odierna, quindi, condividendo le ipotesi accusatorie, il Tribunale di Roma disponeva il sequestro preventivo delle 4 società individuate, considerandole strumentali al compimento dei reati accertati, per un valore totale di stima pari a circa 700mila euro.

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