rotate-mobile
Domenica, 2 Ottobre 2022
Cronaca

Monopattini e calamite, ecco come spacciano i pusher dello shaboo

I monopattini sembrano essere diventati il mezzo di trasporto preferito dagli spacciatori della pericolosissima e ormai molto diffusa droga sintetica. Mercoledì un 37enne è stato fermato in via Leone XIII, controllato e arrestato

Ancora un arresto per spaccio di shaboo, la droga sintetica che dall’Oriente si è fatta inesorabilmente strada sino in Italia diffondendosi soprattutto tra la comunità filippina, sia per il consumo sia per la vendita. Proprio di origini filippine è il 37enne che mercoledì pomeriggio è stato fermato dai carabinieri a bordo di un monopattino, usato per portare agevolmente la droga in giro.

Lo shaboo era infatti nascosto in una scatoletta metallica attaccata con una calamita alla parte inferiore del monopattino: uno stratagemma ingegnoso ma già noto alle forze dell’ordine, che dopo avere fermato l’uomo in via Leone XIII hanno immediatamente controllato il mezzo trovando la scatoletta contenente diverse dosi di droga. Il 37enne, F.G., è stato arrestato con l’accusa di spaccio e sottoposto a direttissima in mattinata.

Soltanto l’ultimo, come detto, di una serie di arresti che ruotano intorno alla vendita e al consumo di una droga molto simile al Crystal Meth o al “Blue Sky” della serie tv “Breaking Bad”. Un potentissimo e pericolosissimo eccitante importato principalmente da organizzazioni cinesi che si avvalgono di pusher filippini per venderlo e che ha come effetto primario e immediato quello di azzerare il bisogno di dormire. Quelli collaterali sono molto gravi: convulsioni, allucinazioni, scoppi d’ira e violenza, perdita di capelli, denti e appetito e ovviamente anche morte.

Spaccio di shaboo, i precedenti nella Capitale

Nella Capitale lo shaboo è ormai una droga molto diffusa, come dimostrano i numerosi arresti e sequestri effettuati dalle forze dell’ordine. Soltanto lo scorso 21 settembre i carabinieri hanno arrestato 6 persone ritenute a capo di una banda specializzata proprio nel far arrivare shaboo e ghd (la droga dello stupro) dalla Cina, per poi vendere la prima a badanti e commercianti principalmente appartenenti alla comunità asiatica, la seconda in stile delivery, consegnandola direttamente a casa, a esponenti di famiglie della Roma Bene. Tra le zone coinvolte anche Aurelio e Monteverde, lo stesso quadrante in cui è stato fermato il 37enne arrestato mercoledì. 

L’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo e dal pm Francesco Basentini, è però soltanto la punta dell’iceberg, perché gli arresti per spaccio di shaboo avvengono ormai su base quotidiana e il numero di pusher coinvolti, su questa piazza di spaccio, aumenta in modo esponenziale. E il monopattino si è trasformato in uno dei mezzi preferiti dagli spacciatori di shaboo: privo di targa che potrebbe portare a un’identificazione, sfugge ai controlli fatti su strada e consente di muoversi agevolmente per le vie della città senza attirare troppa attenzione, soprattutto quando vengono utilizzati mezzi in sharing che possono essere tranquillamente abbandonati a un angolo di strada.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Monopattini e calamite, ecco come spacciano i pusher dello shaboo

RomaToday è in caricamento