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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Cronaca San Basilio / Via di Scorticabove

Polizia in via Scorticabove: in corso lo sgombero dei rifugiati sudanesi

Un centinaio, secondo le stime del sindacato Usb, gli occupanti. Si tratta di rifugiati politici del Sudan provenienti dal Darfur

Polizia in via Scorticabove nella zona di San Basilio per sgomberare gli occupanti di una palazzina. Si tratta, secondo le stime fornite da Usb, di un centinaio di rifugiati politici sudanesi, molti dei quali provenienti dal Darfur. A loro è stato riconosciuto lo status di rifugiati e sono quindi regolarmente presenti in Italia. 

Sul posto due blindati della polizia, carabinieri, vigili urbani e personale della sala operativa sociale. Presenti anche attivisti del sindacato Usb. Rispetto allo sgombero di piazza Indipendenza di agosto 2017 il dispiegamento di forze dell'ordine è notevolmente inferiore. Non sembrano inoltre esserci particolari tensioni tra occupanti e forze dell'ordine.

Si tratta di una sgombero per morosità recapitato alla cooperativa “Casa della solidarietà”, come mostra il verbale nelle mani dell’ufficiale giudiziario, il quale alle assciazioni, ai legali e ai rappresentanti di Usb presenti sul posto ha confermato che di fatto il Comune di Roma era stato pre allertato dell’iniziativa di sgombero di stamattina, ma soprattutto che non è stata avviata nessuna comunicazione a chi nella struttura di fatto ci viveva.

Sgombero via Scorticabove, i rifugiati: “Noi restiamo qui”. Soumahoro: "Raggi deve prendersi le sue responsabilità"

"Il nostro appello va direttamente alla sindaca di Roma, Virginia Raggi - dice Aboubakar Soumahoro di Usb - venga qui e si confronti con noi. Sono tutti rifugiati del Sudan, vivono qui da 13 anni, hanno protezione internazionale e nel loro Paese non possono tornare. Abbiamo chiesto a suo tempo un tavolo di confronto, ma non abbiamo mai avuto risposta. Questo è il nuovo che avanza? La Raggi deve prendersi le sue responsabilità". Mentre chi nel giro di poche ore ha perso quella che consideravanuna vera e propria casa, non sembra intenzionato ad andare via: “Noi restiamo qui”. Con il rischio di una nuova “piazza Indipendenza”.

La Sala Operativa Sociale di Roma Capitale è presente, con la sua unità di strada, in via Scorticabove per formulare le proposte di accoglienza in seguito alle operazioni di sgombero disposte dalla Questura. Gli operatori sociali stanno formulando proposte per l'accoglienza nel circuito dei migranti fragili extra Sprar. L'interlocuzione è ancora in corso.

Fonti del Campidoglio spiegano che "la Sala Operativa Sociale ha immediatamente formulato proposte di accoglienza. Gli operatori hanno effettuato colloqui individuali nel corso di tutta la giornata, garantendo supporto e informazioni". Dall'assessorato alle Politiche sociali emerge una visione diversa da quella raccontata dai sudanesi, ma di sostanziale ammissione sull'interesse solo odierno su questa vicenda. L'amministrazione fa sapere che "sta mettendo in campo tutti gli strumenti che rientrano nel perimetro delle sue competenze. Allo stato attuale, molte persone continuano a chiedere chiarimenti sulle strutture di accoglienza proposte, rimanendo di fatto sulla posizione di diniego all’inserimento nel circuito di accoglienza".

VIDEO | Sudanesi di via Scorticabove a rischio sgombero: “Sarà una nuova piazza Indipendenza”

 La palazzina era un centro d’accoglienza. Nel 2015 però la cooperativa ha lasciato lo stabile. I rifugiati però sono rimasti lì in quella che ormai da 10 anni considerano la loro casa. "Molti sono lavoratori ambulanti, altri vanno a lavorare nei campi al sud durante i periodi della raccolta", si legge nella nota dell’Usb.

Uno sgombero atteso. Ne avevamo parlato lo scorso aprile. Aboubakar Soumahoro, dell’esecutivo di Usb, gruppo Lavoro migranti ci raccontava: "Abbiamo più volte sollecitato il Campidoglio e l’assessorato alle Politiche sociali per affrontare la situazione, ma non hanno mai voluto rispondere alla nostra richiesta di incontro. Questi rifugiati arrivano da una delle zone del mondo più difficili, hanno ottenuto il permesso umanitario per poi essere abbandonati a se stessi senza luce, gas, nè assistenza ormai da molto tempo". Dall’ufficio dell’assessora alle politiche sociali, Laura Baldassarre, ci avevano riferito che "a febbraio 2018 è stato eseguito un censimento da parte di Polizia locale e dalla sala operativa sociale, in cui sono emerse 45 persone, e con il quale verranno determinate le reali situazioni di ognuno di loro per un'eventuale ricollocazione e assistenza per chi ne ha diritto".

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