Via Curtatone, blitz all'alba: sgomberato il palazzone occupato

L'immobile, occupato e diventato simbolo dell'accoglienza "non ufficiale" della Capitale, da tempo è al centro di polemiche per il degrado che ha portato nella zona

Vasto dispiegamento di forze dell'ordine questa mattina nella zona di Castro Pretorio. Sin dalle prime luci dell'alba infatti polizia, carabinieri e guardia di finanza hanno operato uno sgombero nel palazzo di via Curtatone. Trentacinque i mezzi presenti, di cui 23 blindati e 12 vetture di vario tipo. L'immobile, occupato dal 2013 e diventato simbolo dell'accoglienza "non ufficiale" della Capitale, da tempo è al centro di polemiche e inchieste giudiziarie.

Via Curtatone, l'accoglienza fai da te da oggi finita tra le strade di Roma

Secondo stime non ufficiali nella struttura vivono tra i 500 e i 600 migranti, la maggior parte dei quali provenienti dal corno d'Africa. Gran parte degli occupanti, secondo quanto si apprende, è in possesso del permesso di soggiorno. Molti sono poi i richiedenti asilo politico o protezione sussidiaria.

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Qualche momento di tensione, mai sfociato però in alcun tipo di contatto, si è vissuto poco prima delle 12 quando alcuni extracomunitari, per protesta, hanno cercato di fermare la circolazione nella vicina via Solferino. La polizia ha contenuto la protesta, evitando che si propagasse ai vicini negozi. Dopo pochi minuti la situazione è tornata alla normalità. 

Lo sgombero di via Curtatone deciso al tavolo per la sicurezza

Secondo quanto si apparende l'operazione è partita su ordinanza del Questore di Roma d’intesa con il tavolo per la sicurezza e l'ordine pubblico. Le operazioni, secondo quanto riferisce via di San Vitale "si sono svolte in assoluta sicurezza, sia per gli occupanti che per le Forze dell’Ordine".

Il palazzo di via Curtatone sotto sequestro

L’immobile, già sottoposto a sequestro preventivo dal Tribunale di Roma, risulta abusivamente occupato dall’ottobre del 2013. Gli agenti stanno passando al setaccio ogni piano, identificando tutti gli occupanti. 

Dopo aver messo in sicurezza lo stabile e rimosso le decine di bombole del gas presenti, una task force composta da servizi sociali del comune di Roma, ufficio minori del commissariato e proprietà valutano le situazioni di particolare disagio. Per far fronte alle situazioni più critiche, non solo da un punto di vista sociale ma anche sanitario, al primo piano della struttura, è stato istituito, a cura del servizio sanitario della Polizia di Stato, un help desk dedicato.

Secondo quanto si apprende a supporto delle forze per lo sgombero ci sono anche mezzi Atac per accompagnare gli identificati a Tor Cervara, dove hanno sede gli uffici della Questura per l'identificazione degli immigrati.

Gli abitanti di via Curtatone 

Secondo le testimonianze raccolte da RedattoreSociale per Agenzia Dire, le forze dell'ordine sono entrate mentre le persone stavano ancora dormendo e hanno portato fuori tutti gli occupanti. "Non ci hanno avvisato, non siamo riusciti e prendere niente ne' a fare le valigie, dentro abbiamo ancora tutto, anche i nostri documenti", racconta una donna etiope di circa 50 anni che, come tutte le mattine, si stava preparando per andare a lavorare in un albergo vicino quando ha dovuto lasciare la sua stanza. "Non ci dicono niente ma almeno ci devono ridare i nostri effetti personali", afferma. All'interno dello stabile, anche molte famiglie con bambini e donne incinte.

"Dove verranno collocati i migranti sgomberati da via Curtatone?"

Preoccupazione dal I municipio. L'assessore alle Politiche sociali del I Municipio, Emiliano Monteverde, all'agenzia stampa Dire: "Apprendiamo dalla stampa dell'intervento in corso nel palazzo occupato di via Curatone a piazza indipendenza. Chiediamo all'amministrazione comunale, dato che ci risulta sia stata informata nella fase preparatoria, di conoscere nel piu' breve tempo possibile il piano previsto di collocazione ed assistenza delle centinaia di persone, di cui moltissimi minori, presenti nel palazzo". 

"Quel palazzo", continua Monteverde, "non è stato occupato tre giorni fa- aggiunge Monteverde- si tratta di un'occupazione di lungo periodo che, a partire dalla situazione dei minori, è stata monitorata da tante istituzioni e necessita di progetti e non interventi estemporanei. Giusti i controlli ma ricordiamo che nei controlli precedenti tutti gli occupanti erano risultati in possesso di regolare permesso di soggiorno. Se non ci fosse nessun tipo di progetto ci chiediamo come passeranno la notte le decine e decine di minori".

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