Blindati della polizia alla scuola di via Cardinal Capranica: notte d'assedio, in mattinata lo sgombero

Dalle 23.30 di domenica blindati della polizia cingono d'assedio la zona. Barricate da parte degli occupanti

Primavalle sotto assedio. Dalle 23.30 di domenica sera i blindati della polizia si sono presentati in via Cardinal Capranica per sgomberare l'occupazione (iniziata nel 2003) nell'ex scuola Don Calabria dove hanno trovato dimora 340 persone, 78 nuclei familiari e 80 minori, in emergenza abitativa [QUI IL RACCONTO DELL'OCCUPAZIONE]. Lo stabile risulta essere il primo nella lista stilata dopo la circolare del Viminale che impone di liberare le strutture occupate in tutta Italia. "Lo stabile è pericolante", fa sapere il ministro Matteo Salvini.

Uno sgombero atteso, diventato oggetto di tira e molla politico tra la sindaca Raggi e il ministro dell'Interno Matteo Salvini, e che trova attuazione nella maniera più inattesa. 

VIDEO - La resistenza degli occupanti dell'ex scuola Don Calabria: la notte sott'assedio di via Cardinal Capranica

Gli ultimi aggiornamenti

Imponente lo spiegamento di forza: sul posto si possono contare 18 blindati della polizia, 6 camionette dei carabinieri, 6 defender, 2 camion idranti e un elicottero.  Presenti anche due camper della Sala operativa sociale (Sos) del Comune di Roma. Operativi anche 50 agenti della polizia locale, gruppo XIV Monte Mario e GSSU. Gli occupanti su via Cardinal Capranica hanno costruito barricate su tutta la via con rami e mobili. Dall'altra parte, all'incrocio tra via Bembo e via Pasquale II, sono radunati gli attivisti, bloccati dalla polizia. Anche a molti giornalisti nella notte è stato impedito l'accesso alla zona dello sgombero. Dall'alba lo schieramento della polizia è ulteriormente aumentato e sulla zona, come detto, sorvola un elicottero. A partire dalle 5 funzionari delle forze dell'ordine hanno iniziato un dialogo con gli occupanti per capirne le intenzioni.

Doppio scenario

La presenza delle forze dell'ordine ha, di fatto, creato un doppio scenario. Da una parte gli occupanti, asserragliati nell'ex scuola, dall'altra gli attivisti, attestati in via Bembo. Questi ultimi, dalle 10, hanno dato vita ad un corteo nel quartiere, posizionando cassonetti a centro strada, costringendo molti automobilisti a cambiare strada.

Tensione alle stelle invece nell'ex scuola, con barricate date alle fiamme: a bruciare anche copertoni e mobili per impedire alle forze dell'ordine l'ingresso nella struttura. Alle 10 la polizia è entrata nel perimetro dell'ex scuola. Con i megafoni i poliziotti stanno intimando di sgomberare il palazzo. Valige alla mano, molte famiglie stanno lasciando la scuola, in molti casi con i minori in braccio. Un gruppo di occupanti, una cinquantina, è rimasto sul terrazzo, mentre il cortile si è andato via via riempiendo di bambini, molti quelli in lacrime, e genitori disperati tutti in attesa di una soluzione alternativa. Fuori i resti della resistenza, suppellettili bruciati, sedie di plastica e di legno e i rami posti come blocco.

Poco prima delle 11 la resa degli ultimi 20 resistenti, scesi dal terrazzo e radunati nel cortile per l'identificazione.

Nel frattempo il corteo dei Movimenti ha raggiunto piazza Mario Salvi che al momento risulta bloccata per la resistenza degli attivisti, seduti a centro strada per protestare contro lo sgombero.

Salvini: "Stiamo recuperando anni di assenza"

Il ministro dell'interno alle 10.15 ha fatto sentire la sua voce su facebook. L'ha fatto postando una diretta accompagnata dalla seguente dichiarazione: "Nessuna tolleranza e nessuno sconto ai violenti che occupano, incendiano e attaccano le Forze dell’Ordine. Lo stabile è pericolante, immigrati e centri sociali che fanno le barricate mettono a rischio l’incolumità di donne e bambini. I cittadini romani e gli italiani meritano legalità. Stiamo recuperando anni di assenza".

La trattativa

Sul posto, poco dopo le 7, era arrivata l'assessora alle politiche sociali del Comune di Roma Laura Baldassarre che sta contrattando con gli occupanti le alternative.  La trattativa, secondo quanto si apprende, si arenata: da un lato gli occupanti che chiedono soluzioni alternative; dall'altro il Comune di Roma che, come già noto da tempo, non ha soluzioni diverse da quelle per l'emergenza all'interno di strutture con bagni in comune. Solo giovedì scorso dal Campidoglio era arrivata una nota in cui si fissava una roadmap per mettere in piedi lo stesso modello usato per la liberazione dello stabile di via Carlo Felice lo scorso febbraio.


I Movimenti per il diritto all'abitare

"Qualcuno ha voglia di piantare una bandierina politica e si è militarizzato un quartiere ieri notte per sgomberare 78 famiglie e 80 bambini". Così, all'Adnkronos, Luca Fagiano dei Movimenti per il diritto all'abitare. "Fino ad oggi gli occupanti sono stati contattati solo da sedicenti assistenti sociali che però non hanno offerto loro soluzioni, oggi che hanno per la primavolta un confronto con le istituzioni si procede lo stesso con una  operazione pesante e rischiosa - continua Fagiano-. E' una vergogna, bisogna respingere queste politiche che trasformano i problemi sociali in un problema di ordine pubblico".

"No all'uso della forza"

Da parte delle forze dell'ordine, poco dopo le 9 sarebbe arrivato una sorta di ultimatum agli occupanti per liberare la struttura. La sensazione diffusa tra i presenti è quella di uno schieramento pronto alla prova di forza. Non a caso tra le forze politiche d'opposizione, presenti e non, si susseguono gli appelli ad evitre l'uso della forza.

La consigliera regionale Marta Bonafoni: "Sembra di essere in guerra: blindati a decine, poliziotti in assetto antisommossa, i vigili del fuoco, l’ambulanza, un elicottero che ci vola sulla testa. Da una parte un paio di centinaia di militanti del movimento per la casa urlano al megafono tutta la loro rabbia di fronte a uno sgombero che doveva avvenire all’alba e invece è stato anticipato di ore, con questa assurda zona rossa. Dall’altra una marea di forze di polizia, arrivate anche da fuori. Lontano dallo sguardo, barricati nell’edificio, gli occupanti della scuola che non serve a nessuno se non alla propaganda di Salvini, in attesa di notizie. Pare che stia arrivando il Comune, con qualche soluzione. Non si capisce quante, non si capisce quali. Affacciati dai balconi dei lotti popolari di Primavalle, sparuti cittadini romani guardano attoniti"

Con lei Alessandro Capriccioli, radicale e consigliere della Regione Lazio: "Le forze dell'ordine ci hanno comunicato il divieto di sorpassare la cosiddetta 'zona rossa', presidiata da camionette e agenti con caschi e scudi, anche solo per renderci conto, come consiglieri regionali, diquanto accade nella zona interna e nello stabile: nel quale, per inciso, vivono 70/80 minori. L'aria è quella di una prova di forza. Un'aria brutta".

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Gli attivisti in presidio, bloccati dalla polizia (foto Marta Bonafoni)

Blitz anticipato 

La polizia era infatti prevista per l'alba di lunedì 15 luglio. Gli attivisti dei Movimenti per il Diritto all'abitare lo sapevano da giorni e per questo avevano convocato una "colazione resistente", pronti a bloccare ogni tentativo di liberare lo stabile che ospita tra gli altri 80 minori. La Questura però, per spezzare il tentativo di organizzare una resistenza, ha anticipato l'intervento, spiazzando in parte occupanti e attivisti di tutta Roma, nelle settimane scorse scesi in corteo per dire allo sgombero dello stabile. 

VIDEO | Dentro l’occupazione di Primavalle, tra le famiglie che vivono con la paura dello sgombero

La resistenza

Immediato però il tam tam tra le associazioni e i movimenti della Capitale, autoconvocatisi tutti in zona per dar manforte agli occupanti e impedire lo sgombero. Emblematico, in tal senso, il post sui social del "Coordinamento cittadino Lotta per la casa": "Dentro l'occupazione di Cardinal Capranica il morale è alto. I bambini reagiscono alla paura attraverso il gioco. La notte sarà lunga. Ma non impedirà al sole di sorgere. Da dietro le luci blu dei blindati, ci arriva il sostegno dei compagni accorsi da tutta Roma. I giusti non hanno sonno questa sera. Nel loro nome costruiamo la nostra speranza. E resistiamo".


 

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