Da Centocelle ad Anagnina, mattina di sgomberi per tre occupazioni

A essersi svegliate con le forze dell'ordine alla porta sono gli stabili di via delle Acacie a Centocelle, l'ex scuola Hertz ad Anagnina e il centro sociale Angelo Mai. Marino e Nieri: "Chiederemo il dissequestro"

Lo sgombero di via delle Acacie (Foto Bpm_Roma Twitter)

Giornata di sgomberi oggi a Roma. Secondo quanto scrivono i Movimenti per il diritto all'abitare si sono svegliate con le forze dell'ordine alle porte le occupazioni abitative di via delle Acacie 56 a Centocelle e l'ex scuola Hert in via Tuscolana 1113 nei pressi della metro Anagnina. Secondo quanto si apprende nei due stabili abitati vivevano circa settanta famiglie. Circa duecento persone tra cui oltre cinquanta bambini a Centocelle mentre un centinaio, tra cui una ventina di bambini, in via Tuscolana. Sempre questa mattina è stato posto sotto sequestro il centro sociale Angelo Mai in via delle Terme di Caracalla.

Il 'sequestro preventivo' è stato disposto dal Tribunale di Roma. Oltre agli sgomberi sono scattate anche 21 perquisizioni. Come informa la Questura di Roma i destinatari dei provvedimenti sono esponenti del “Comitato popolare di lotta per la casa”. L’attività di polizia giudiziaria si colloca nell’ambito di un’inchiesta condotta dalla DIGOS e coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma.

Gli inquirenti parlano di "sodalizio dedito alla sistematica realizzazione di fattispecie criminose" come "invasione di edifici ed estorsioni, queste ultime in danno degli occupanti con riferimento al pagamento di somme di danaro pretese sine titulo". Se due delle occupazioni erano a scopo abitativo, l'Angelo Mai era stato "adibito abusivamente ad esercizio ricettivo”.

Duro il commento del sindaco Ignazio Marino e del vicesindaco Luigi Nieri: "Siamo molto preoccupati per queste famiglie e per i tanti bambini che si sono ritrovati per strada da un momento all’altro" hanno scritto in una nota in cui comunicano che "l’amministrazione non è stata informata per tempo delle misure adottate questa mattina dalle autorità giudiziarie". Poi continuano: "Stiamo cercando soluzioni immediate per tutte le persone coinvolte. Siamo altrettanto preoccupati per l’improvviso sgombero dell’Angelo Mai, un importante presidio culturale cittadino, perfettamente inserito ed integrato nelle attività socio-culturali del territorio, su cui siamo disponibili a trovare soluzioni condivise” scrivono rinnovando la richiesta al Governo di sospensione degli sfratti. Pur ribadendo la fiducia nell'indagine condotta dalla Digos Marino e Nieri dichiarano di essere intenzionati "a chiedere l’immediato dissequestro delle strutture sequestrate questa mattina”.

“Questa mattina all'alba le forze dell'ordine sono entrate nello stabile e hanno sfondato le porte” racconta una occupante. “Ora ci stanno facendo entrare accompagnati per recuperare alcuni dei nostri effetti personali ma questa sera non sappiamo nemmeno dove andare a dormire. Non bisogna dimenticarsi che qui vivono un centinaio di bambini. Ora attendiamo una soluzione dal municipio. Per noi non ci sono proprio alternative” ha continuato. “Io sono cassaintegrata da diversi mesi. Nello stabile vivono tanti nuclei familiari monoreddito. Che alternative abbiamo?”.

In via delle Acacie anche l'ex assessore municipale Alessandro Moriconi: “Bisogna trovare una soluzione dal momento che qui vivono molte famiglie con un centinaio di bambini che non sanno dove passare la notte” ha commentato. “L'edificio di via delle Acacie è un'ex scuola che il municipio ha tenuto in affitto per oltre trent'anni. Quando l'amministrazione ha disdetto l'affitto l'edificio è rimasto vuoto. Dopo qualche mese è stato occupato. Le famiglie che abitano qui non hanno mai dato problemi al quartiere”.

Dure le dichiarazioni del consigliere comunale di Sel Gianluca Peciola che, insieme alla consigliera Erica Battaglia (Pd) chiede l'apertura di un tavolo: “Le questioni sociali non possono essere trattate come questioni di ordine pubblico e risolte con perquisizioni e sgomberi di spazi occupati. In un periodo così drammatico per la tenuta del tessuto sociale e di fronte ad una città piegata dall'incidere della crisi economica, è inaccettabile che si ricorra agli sgomberi” ha dichiarato in una nota. “Bisogna ritrovare gli strumenti del dialogo e della politica per evitare radicalizzazioni del conflitto sociale. C'è un clima in città preoccupante. Esperienze importanti di autorecupero a fini abitativi e di produzione culturale dal basso stanno diventando oggetto di interventi repressivi e questo è inaccettabile”. Infine un appello “a tutte le forze democratiche affinché le questioni sociali poste dai movimenti possano essere messe al centro di tavoli di confronto”.

Parole di condanna anche da parte della consigliera regionale Marta Bonafoni: “Non ci stancheremo mai di ripetere che non è in questo modo che si affronta un così delicato problema sociale. Serve un approccio diverso, di certo non basato sull’uso della forza e sulla logica degli sgomberi” ha affermato ricordando il percorso della delibera regionale che contiene degli strumenti per affrontare il tema dell'emergenza abitativa.

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