Sgombero occupazione rom Casal Bertone, famiglie trasferite in due centri di accoglienza

Dopo 12 ore di proteste davanti all'assessorato alle Politiche Sociali, l'amministrazione comunale per le 30 famiglie rom sgomberate ieri mattina da via Casteguidone ha trovato una soluzione "temporanea"

Ci sono volute 12 ore di protesta davanti all'assessorato alle Politiche Sociali ma alla fine una soluzione è stata 'strappata'. Le circa 30 famiglie rom, sgomberate ieri mattina dall'edificio occupato di via Castelguidone 4, non hanno dormito per strada. Quattro nuclei sono stati portati presso un centro di accoglienza di via Visso, in zona San Basilio, gli altri venti invece sono stati trasferiti in un centro di via Giuseppe Toraldo, in zona Torre Angela. “Secondo quanto abbiamo appreso questo secondo centro era chiuso da tempo ed è stato aperto appositamente per accogliere queste famiglie” spiega Gianluca Staderini dell'associazione Popìca al loro fianco insieme ai Blocchi precari metropolitani durante il lungo presidio di ieri. “Questo centro però non potrà rimanere aperto a lungo”.

La soluzione è arrivata dopo una giornata intera di trattative con la segreteria dell'assessore Rita Cutini durante la quale non sono mancati momenti di tensione con le forze dell'ordine dislocate davanti all'ingresso della struttura per impedire ai manifestanti di entrare. “Dall'assessorato ci hanno assicurato che il Comune non sapeva nulla dello sgombero” spiega Staderini. Lo sgombero dello stabile di proprietà delle Ferrovie dello Stato infatti “è stato sostenuto prevalentemente dalla Polfer” raccontano gli ex occupanti.

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“Rimane inquietante il fatto che privati possano intervenire su questioni di carattere pubblico come lo sgombero di uno spazio occupato, che rientra anche tra quelli presi in considerazione dalla delibera regionale sull'emergenza abitativa, senza che il Comune sappia nulla” commenta Staderini. “Una soluzione inoltre è stata trovata solo dopo 12 ore di trattative e proteste. Abbiamo la sensazione che l'amministrazione non abbia pieno controllo del territorio per quanto riguarda questo tipo di emergenze”.

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