Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca Marconi / Lungotevere Vittorio Gassman

Ex Mira Lanza: sgomberati 70 occupanti, ma niente bonifica perché la struttura è pericolante

All'alba l'operazione di polizia per allontanare gli occupanti. La struttura dell'ex fabbrica è pericolante da più di vent'anni

Tutti fuori per l'ennesima volta. Ma mancano le risorse per la messa in sicurezza, quindi non possono entrare nemmeno i bobcat per la bonifica. All'ex fabbrica Mira Lanza, saponificio di fine '800 sul lungotevere Gassman, gli agenti della Polizia di Stato (commissariato San Paolo) e della Polizia Locale (XI gruppo e GSSU) sono intervenuti all'alba. Circa 70 occupanti, cittadini romeni, sono stati allontanati dallo scheletro dello storico edificio mai riqualificato, più volte oggetto di piani e progetti di rilancio puntalmente finiti nel dimenticatoio.

La verità è che sul sito si è proceduto sempre e solo a suon di sgomberi. L'ultimo questa mattina, con 37 persone identificate, 7 fotosegnalate, 32 denunciate per occupazione abusiva. Ma a parte le ordinarie operazioni di polizia, il resto rimarrà identico a come lo ha visto negli anni chi si è avventurato all'interno dell'area: casupole fatiscenti in laminato piene di oggetti personali, cumuli di vestiti, materassi per dormire, pentole e padelle con resti degli ultimi pasti consumati, biciclettine per bambini, peluche zuppi di fango, passeggini, valigie, carrelli della spesa carichi di ferraglie di ogni sorta. A terra una distesa di melma e rifiuti. 

Condizioni igieniche da brividi su cui nessuno metterà le mani, perché i resti in muratura della fabbrica sono pericolanti, lo certifica un atto dell'Ufficio Stabili Pericolanti (dipartimento Simu) di febbraio scorso, ma ancora prima una determina dell'era Veltroni del 2005. E senza la messa in sicurezza dello spazio le ruspe rischierebbero di far crollare le mura alla prima vibrazione. Così la ciminiera che svetta, in parte nascosta dal verde di alberi mai potati, è ancora attraversata da una lunga crepa visibile a occhio nudo. 

Le famiglie rom che abitano lì da anni hanno sempre ignorato il pericolato. Tra occupazioni, incendi (quattro solo tra il 2011 e il 2014), insediamenti allestiti, smantellati e riattrezzati alla velocità della luce. Perché puntualmente uomini, donne e bambini, in mancanza di alternative che non siano la strada, riescono a rientrare nelle loro case di fortuna, nonostante gli ingressi (uno da via Tirone e l'altro da via Avogadro) vengano chiusi con una rete elettrosaldata

Sul posto è intervenuto anche il personale della Sala Operativa Sociale, che ha offerto accoglienza nei centri disponibili del Comune a sei nuclei familiari con a carico minorenni. A detta dell'assessorato le proposte sarebbero state respinte. Mentre altri occupanti, sempre con figli minori a carico, avrebbero abbandonato autonomamente il luogo dichiarando di avere altre soluzioni alloggiative.

I progetti per l'ex saponificio

Sull'ex Mira Lanza, lo ricordiamo, non sono mancate proposte di restyling. Da quella che doveva diventare la sede dell'Accademia d'arte drammatica Silvio D'Amico, al museo "abusivo" gestito dai rom, una provocazione messa in piedi dall'associazione 999Contemporary fatta di opere di street art che hanno incredibilmente preso vita in mezzo al degrado. Un tentativo di puntare i riflettori sulle condizioni della struttura, sul finire della consiliatura di Ignazio Marino. Con i cinque stelle il tema è tornato all'attenzione di una commissione Urbanistica in XI municipio. Si è parlato di "progettazione partecipata", tenendo conto dell'assenza di servizi sul territorio, dall'Asl al cinema multisala chiuso. Aspettando fondi e progettualità concrete. 

Sgombero all'ex Mira Lanza

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