Due sgomberi e sigilli all'Angelo Mai. Gli attivisti: "Accuse infondate". Marino: "Dissequestrare"

Il blitz delle forze dell'ordine è stato disposto dal tribunale di Roma nell'inchiesta sul 'Comitato popolare di lotta per la casa'. Coinvolte nello sgombero, circa settanta famiglie

Circa settanta famiglie sgomberate e un centro sociale, l'Angelo Mai, con i sigilli. È questo il bilancio di una giornata di sgomberi e sequestri iniziata questa mattina all'alba. Al centro dell'operazione disposta dal Tribunale di Roma due occupazioni abitative del 'Comitato popolare di lotta per la casa', una in via delle Acacie 56 a Centocelle, che ospitava circa duecento persone, tra cui oltre cinquanta bambini, e un'altra in via Tuscolana 113 dove avevano trovato alloggio una decina di famiglie. Nel corso dell'operazione sono scattate anche 21 perquisizioni. E se gli attivisti sono pronti a difendere le proprie istanze, “siamo fieri della nostra illegalità” ha commentato Giammarco di Lecce, attivista dell'Angelo Mai, anche dall'amministrazione capitolina è arrivato un comunicato duro: “Chiederemo il dissequestro” il commento del sindaco Marino e del vicesindaco Luigi Nieri.

L'INCHIESTA - L’attività di polizia giudiziaria si colloca nell’ambito di un’inchiesta condotta dalla DIGOS e coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma. Gli inquirenti parlano di “sodalizio dedito alla sistematica realizzazione di fattispecie criminose" come "invasione di edifici ed estorsioni, queste ultime in danno degli occupanti con riferimento al pagamento di somme di danaro pretese sine titulo”. Se due delle occupazioni erano a scopo abitativo, l'Angelo Mai era stato "adibito abusivamente ad esercizio ricettivo”.

VIDEO/1 - "Il comune non ci tratti come delinquenti"

LA RISPOSTA - “I capi di imputazione che ci sono stati attribuiti sono assolutamente sproporzionati e infondati” il commento dell'artista Pino Marino in apertura dell'assemblea cittadina che si è tenuta nel parco di San Sebastiano proprio alle spalle del centro sociale dove hanno preso parola diverse realtà indipendenti cittadine. Tra i presenti anche i consiglieri comunali Gianluca Peciola (Sel), Erica Battaglia (Pd) e il caposegreteria del sindaco Silvia Decina. Nel parco, in sostegno agli attivisti, anche alcune famiglie con bambini e comitati cittadini.

L'ASSEMBLEA - 'L'Angelo Mai non si tocca: è indispensabile essere liberi, è indispensabile essere felici'. Questo lo striscione al centro dell'assemblea. Dietro, le camionette della polizia a presidio dello stabile sequestrato. Dagli attivisti presenti tanta solidarietà alle famiglie sgomberate. “Quello di stamattina è un attacco ai movimenti per il diritto all'abitare e alle associazioni culturali che lavorano per la produzione indipendente, un attacco alle lotte di tutti quegli spazi che in città rivendicano autonomia e indipendenza” il commento di Giammarco di Lecce. Tante le dichiarazioni di solidarietà. Molte le proposte. Tra queste anche una manifestazione culturale per “rompere i sigilli a cui dovranno partecipare anche le istituzioni”. Applausi per il comunicato stampa diffuso dal sindaco e dal vicesindaco.

VIDEO/2 - "Tolto l'ossigeno a questa città"

SINDACO - Duro il commento del sindaco Ignazio Marino e del vicesindaco Luigi Nieri: “L’amministrazione non è stata informata per tempo delle misure adottate questa mattina dalle autorità giudiziarie” scrivono in una nota. “Stiamo cercando soluzioni immediate per tutte le persone coinvolte. Siamo altrettanto preoccupati per l’improvviso sgombero dell’Angelo Mai, un importante presidio culturale cittadino, perfettamente inserito ed integrato nelle attività socio-culturali del territorio, su cui siamo disponibili a trovare soluzioni condivise” scrivono rinnovando la richiesta al Governo di sospensione degli sfratti. Pur ribadendo la fiducia nell'indagine condotta dalla Digos Marino e Nieri dichiarano di essere intenzionati "a chiedere l’immediato dissequestro delle strutture sequestrate questa mattina”.

ASSESSORE - Preoccupazione è stata espressa anche dall'assessore alla Cultura del Comune di Roma Flavia Barca: “Esprimo la mia preoccupazione per lo sgombero avvenuto oggi all'Angelo Mai, un importante presidio culturale della città che svolge un ruolo fondamentale di promozione delle arti e della creatività” ha scritto in una nota. “In questi anni l'Angelo Mai ha dato grande sostegno alla scena contemporanea con attività di produzione, ospitalità di concerti e spettacoli di qualità, residenze creative e laboratori in profonda relazione con il territorio. Auspico, pur non entrando nel merito delle indagini, che si trovi subito una soluzione condivisa nella tutela dello spazio, del lavoro svolto in questi anni e delle sue finalità culturali".

CONSIGLIERI - Dure le dichiarazioni del consigliere comunale di Sel Gianluca Peciola che, insieme alla consigliera Erica Battaglia (Pd) chiede l'apertura di un tavolo: “Le questioni sociali non possono essere trattate come questioni di ordine pubblico e risolte con perquisizioni e sgomberi di spazi occupati. In un periodo così drammatico per la tenuta del tessuto sociale e di fronte ad una città piegata dall'incidere della crisi economica, è inaccettabile che si ricorra agli sgomberi” ha dichiarato in una nota.

LO SCIOPERO DELLA FAME – Come comunicato dagli attivisti nel corso dell'assemblea pubblica, la protesta degli attivisti proseguirà anche nei prossimi giorni. “La signora Pina (storica attivista del 'Comitato popolare di lotta per la casa', ndr) ha cominciato lo sciopero della fame”. Inoltre “se entro questa sera tutte le famiglie non rientreranno nelle loro case lo sciopero della fame si allargherà a tutti i maggiorenni che sono stati sgomberati stamattina”.

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LO SGOMBERO - “Questa mattina all'alba le forze dell'ordine sono entrate nello stabile e hanno sfondato le porte” racconta una occupante. “Questo pomeriggio ci hanno fatto entrare accompagnati per recuperare alcuni dei nostri effetti personali ma questa sera non sappiamo nemmeno dove andare a dormire. Non bisogna dimenticarsi che qui vivono tantissimi bambini. Ora attendiamo una soluzione dal municipio. Per noi non ci sono proprio alternative”. n via delle Acacie anche l'ex assessore municipale Alessandro Moriconi: “Bisogna trovare una soluzione dal momento che qui vivono molte famiglie con un centinaio di bambini che non sanno dove passare la notte” ha commentato. 

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