Ur_Banned, la street art invade le serrande dei negozi romani

RomaToday ha incontrato due artisti che realizzano saracinesche dipinte: una moda ormai in quasi tutte le zone della Capitale

Una grande arteria del quartiere Prati, domenica pomeriggio. Parcheggi vuoti, poca gente in giro, negozi chiusi, serrande abbassate. Un'atmosfera un po’ triste se non fosse per  due ragazzi che lavorano coperti da una mascherina. Grazie a loro c’è una macchia di colore che rallegra la strada. Stanno dipingendo la saracinesca di una panineria, il soggetto sono Samuel L. Jackson e Uma Thurman direttamente da “Pulp Fiction” e loro sono i due ragazzi che hanno dato vita a Ur_Banned, un progetto che unisce street art e comunicazione pubblicitaria.

Quella delle serrande dipinte è ormai una moda che sta dilagando nella Capitale, e il colore si attacca di serranda in serranda perché, grazie al passaparola, sono sempre più i negozianti che scelgono di pubblicizzare anche così la loro attività. RomaToday ha incontrato R. e U. di Ur_Banned per farsi raccontare come nasce il progetto e come questo può cambiare la città. Sono due ragazzi di nemmeno trent’anni, studente di architettura l’uno e di disegno tecnico e grafica pubblicitaria l’altro. Si conoscono dai tempi delle medie, hanno iniziato insieme a cercare i primi muri su cui svuotare le loro bombolette spray e lasciare un segno.

La svolta c’è stata qualche anno fa, grazie a quello che loro definiscono “un barbiere visionario” che in zona Boccea li ha chiamati per farsi colorare la serranda. Da lì sono state tante le porte che si sono aperte e sempre di più i negozianti che scelgono questo tipo di promozione. I ragazzi di Ur_Banned uniscono l’utile al dilettevole, come si dice.

Lo spray è il mezzo che hanno scelto per esprimersi ma hanno trovato il modo di farne anche un lavoro, mettendo a frutto le loro competenze. “Con il negoziante siamo un po’ psicologi, ci parliamo molto prima di iniziare il lavoro, cerchiamo di capire chi è e che cosa vuole. Poi ci sono le diverse fasi di progettazione, dalle bozze a mano fino al rendering con Photoshop e Illustrator del risultato finale: un metodo progettuale che ci viene direttamente dall’università, dallo studio che ci ha influenzato - raccontano - Cerchiamo sempre di metterci qualcosa di nostro, di fare un lavoro di qualità che lasci soddisfatti noi per primi, insieme al committente. La nostra non è improvvisazione, studiamo molto, c’è una grande passione per la ricerca, per quello che fanno all’estero, per la storia. Puntiamo su uno stile realistico, ci piacciono le esplosioni di colore in contrasto con il bianco e nero, ci ispiriamo molto al cinema. Scegliamo un dettaglio che caratterizzi l’attività e sia immediatamente riconoscibile. È una pubblicità per il negozio ma anche per noi, è il nostro biglietto da visita”.

Il loro campo d’azione è Roma ovest, dall’Aurelio a Prati, da Monteverde a Ostiense ma anche il centro. Il “mercato” è ancora all’inizio, anche se sta crescendo, e spesso quello che muove il negoziante è il desiderio di evitare scritte, scarabocchi e tags sulla propria serranda, anche se sono sempre di più quelli che secondo Ur_Banned capiscono l’importanza di questa nuova forma di comunicazione e decidono di investirci perché “per il negoziante è un modo per far vedere che ci tiene, per trasmettere un’immagine positiva della propria attività”.

La gente come reagisce a questa novità? “A volte ci fermano mentre lavoriamo, ci chiedono che cosa facciamo, minacciano di mandarci i carabinieri perché pensano che stiamo facendo qualcosa di illegale. Ma sono di più quelli che si fermano a parlare, a farci domande. A volte non riusciamo nemmeno a lavorare per quanti sono!”, dicono i ragazzi.

Il fenomeno piace, la gente sembra contenta, le periferie di Roma si riempiono di colore eppure non tutti sono d’accordo. Lo scorso ottobre Italia Nostra ha attaccato duramente le serrande dipinte: un graffito è sempre un graffito, deturpano i palazzi, non si integrano con il contesto e i negozianti si fanno pubblicità gratis. Difficile stabilire chi ha torto o chi ha ragione. Sono punti di vista diversi.

Quello che per Italia Nostra è un danno (“Una città che di giorno ha una certa veste di notte non può trasformarsi in un lunapark”, ha detto il presidente Daniele Benati), per Ur_Banned è invece un’occasione unica, un progetto utopico.

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Potrebbero diventare una caratteristica della città, del quartiere. Colore contro cemento. Immaginate di passaggiare per strada di sera, con le serrande abbassate e dipinte: potrebbe essere un nuova esperienza. Si potrebbero fare delle vie a tema, trovare soluzioni innovative, lavorare per una fidelizzazioni: la street art non è un affresco, non è immutevole, è fatta per cambiare ed evolversi”. 

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