Cronaca

La guerriglia di Roma si sposta sul web: hackerato sito della Cgil. La polizia sequestra quello di Forza Nuova

Gli inquirenti, nei confronti di Forza Nuova, procedono per il reato di istigazione a delinquere aggravato dall’utilizzo di strumenti informatici o telematici

Dalla strada, al web. La eco della guerriglia di Roma, dopo la manifestazione di sabato dei No Green Pass, continua. Nella giornata di ieri, su disposizione della Procura di Roma la polizia postale ha sequestrato il sito Internet di Forza Nuova. Il provvedimento è scattato nell’ambito dell'inchiesta dei pm capitolini sul corteo dei no Green pass di sabato scorso.

"Gli indagati svolgono mediante l'utilizzo del web un'attività di condivisione e giustificazione e dunque di esaltazione e incitamento alla commissione di reati connotati da violenza", si legge nel decreto di sequestro preventivo eseguito dalla polizia postale e disposto dalla Procura di Roma per il sito web di Forza nuova in cui si ipotizza il reato di istigazione a delinquere aggravata dall'utilizzo di strumenti informatici.

In particolare nel decreto si cita l'ultimo comunicato pubblicato sul sito in cui si afferma: "Mesi di piazze pacifiche non hanno fermato l'attenzione accelerata dal Great reset, ora la musica è cambiata e il direttore d'orchestra e compositore è solo il popolo in lotta - costretto a difendersi dalla ferocia unanime di chi dovrebbe rappresentarlo, l'attacco alla Cgil rientra perfettamente in questo quadro analitico - che ha deciso di alzare il livello di scontro".

Chi è Giuliano Castellino, il leader di Forza Nuova arrestato per la guerriglia no green pass di Roma

Per i pm di Roma esiste dunque il "pericolo concreto ed attuale" che "la libera disponibilità e la visibilità del sito possa ulteriormente aggravare e protrarre le conseguenze del reato ipotizzato, continuando a pubblicizzare metodi di protesta 'di lotta e scontro', fondati sulla violenza e sulla prevaricazione. Ciò può essere evitato unicamente disponendo il sequestro preventivo del sito web mediante il cosiddetto oscuramento - si legge - in modo tale da impedirne la consultazione da parte degli utenti della rete e l'ulteriore utilizzo da parte degli autori del reato".

Proprio ieri, la Cgil - la sui sede era stata assaltata dai manifestanti violenti - ha denunciato di aver subito un attacco hacker. Un episodio che, almeno in questa prima fase, non avrebbe nulla a che fare con Forza Nuova. Eppure, secondo i sindacalisti, i "tentativi parzialmente respinti di incursione informatica sono partiti contemporaneamente all'azione contro la sede di Corso Italia e testimoniano un'organizzazione ad ampio raggio tesa a colpire anche l’infrastruttura tecnologica della confederazione nel tentativo di bloccarne le fonti autonome di comunicazione".

Tecnicamente "si tratta di un'azione informatica di disturbo, volontaria e strutturata, ovvero con la tipologia di fenomeno informatico malevolo denominato 'attacco DDoS' (Denial-of-service attack): un fenomeno, avvenuto in più riprese a partire da sabato scorso e attualmente ancora in essere. Gli attacchi informatici sono tradizionalmente senza volto, ma in questo caso la firma in calce è così evidente che chiunque potrà intuirne la matrice. Gli indirizzi IP utilizzati per veicolare l’azione provengono in gran parte da Stati esteri (Germania, Cina, Repubblica Ceca, Stati Uniti, Indonesia), con picchi di 130mila tentativi di connessioni contemporanee che hanno causato il sovraccarico dei server rendendo irraggiungibile a più riprese il sito della Confederazione".

Proseguono dall’organizzazione sindacale: "Stiamo raccogliendo i dati tecnici in un report che consegneremo alla polizia postale per la denuncia di crimine informatico e alla Digos per le valutazioni sulla strategia di pianificazione delle violenze squadriste di sabato". Il sito web della Cgil ha ripreso a funzionare, ma ancora con qualche rallentamento.

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