Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca

Sequestro Orlandi, il supertestimone e un gruppo occulto negli anni della Guerra fredda in Vaticano

Il libro “Il Ganglio” di Fabrizio Peronaci apporta numerosi elementi di conoscenza sulla scomparsa della piccola Emanuela avvenuta all'ombra del Vaticano nel giugno del 1983

Resti fuori, non suoni al citofono. Componga il mio numero di cellulare e lo lasci squillare quattro volte. Qualcuno verrà ad aprirle.” Inizia come una spy-story il racconto di Fabrizio Peronaci su uno dei più famosi cold case italiani: la scomparsa di Emanuela Orlandi, nel giugno del 1983, preceduta di un mese da quella di Mirella Gregori. Grazie alla pubblicazione del memoriale di Marco Fassoni Accetti, secretato dalla Procura di Roma, il libro apporta numerosi elementi di conoscenza sui fatti avvenuti all’ombra del Vaticano nei primi anni Ottanta, nel pieno della Guerra Fredda.

IL GANGLIO - Le novità riguardano la natura delle due fazioni contrapposte in Vaticano, una delle quali è per l’appunto “il ganglio”, un gruppo occulto formato da “tonache dissidenti” (di matrice franco-lituana) con il supporto di laici ed elementi dei servizi segreti, nato alla fine degli anni ’70 per contrastare l’anticomunismo di Wojtyla.

L'ATTENTATO AL PAPA - Questo nucleo clandestino, secondo le rivelazioni sottoposte dall’autore a un rigoroso riscontro incrociato, non si limitò a organizzare il doppio sequestro Orlandi-Gregori, ma esercitò un ruolo attivo in fatti di importanza cruciale nella storia della Chiesa, come l’attentato al Papa polacco e le manipolazioni, a fini di pressioni interne, del terzo segreto di Fatima.

IL DOPPIO SEQUESTRO - Per la prima volta, minuto dopo minuto, vengono descritte le scene del “prelevamento” di Mirella Gregori e di Emanuela Orlandi (7 maggio e 22 giugno 1983), a Porta Pia e davanti al Senato, con la partecipazione del boss della banda della Magliana Enrico De Pedis, di un turco, di una giovane tedesca fiancheggiatrice della Stasi e dello stesso Marco Fassoni Accetti. Mirella fu portata con un giovane in un appartamento in via di Santa Teresa (Corso d’Italia), Emanuela in un convento alle pendici del Gianicolo.

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