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Lunedì, 23 Maggio 2022
Cronaca

Cantieri navali e beni per 351 milioni sequestrati ad un noto imprenditore

Dopo il blitz dello scorso 29 gennaio nuova operazione della Guardia di Finanza nei confronti di G.D. formalmente emigrato in Spagna ma nome conosciuto nel settore dei servizi di pulizia

Non si arresta l’aggressione, da parte della Guardia di Finanza e della Procura della Repubblica di Roma, ai capitali illecitamente accumulati. L’ultimo sequestro è avvenuto all'alba di oggi 15 aprile, ad opera del Nucleo di Polizia Tributaria della Capitale ed ha riguardato 15 tra società e consorzi, partecipazioni societarie, automezzi, ma soprattutto disponibilità finanziarie, detenute in decine di conti correnti in Italia e all’estero, per un valore complessivo di 74 milioni di euro.

IMPRENDITORE EMIGRATO IN SPAGNA - Il sequestro, disposto dal Tribunale di Roma – Sezione Misure di Prevenzione, è stato operato dai finanzieri del G.I.C.O. (Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata) all’esito delle indagini delegate dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di G.D., classe 1950, soggetto emigrato formalmente a Barcellona (Spagna), indiziato di aver organizzato un sodalizio criminale, operante principalmente nella Capitale e con interessenze in tutto il territorio nazionale e in alcuni stati europei e sud americani, dedito alla perpetrazione di reati tributari, all’appropriazione indebita, alla truffa in danno di enti pubblici, alla bancarotta fraudolenta, al riciclaggio/reimpiego di capitali illeciti, al trasferimento fraudolento di valori.

OPERAZIONE MOVIDA 2 -  L’odierno sequestro, operato nell'ambito dell'Operazione 'Movida 2' è l’ultimo, in ordine di tempo, di una serie di provvedimenti che hanno colpito G.D. al termine di complesse indagini di polizia economico - finanziaria, avviate alla fine del 2012. Nel corso degli accertamenti "sono state confermate e rafforzate evidenze investigative, in precedenza acquisite in altra indagine di polizia giudiziaria, in ordine alla esistenza di un gruppo criminale, a struttura “piramidale”.

PLETORIA DI PRESTANOME - In particolare, secondo quanto accertato dalle Fiamme Gialle, l'imprenditore, utilizzando il paravento di numerose società, formalmente amministrate da una vasta pletora di “prestanome”, è riuscito, nel corso degli anni, da un lato, ad assicurarsi un elevato numero di appalti pubblici (soprattutto nel settore dei servizi di pulizia) e, dall’altro, a sottrarsi al pagamento di ingenti somme dovute all’Erario, all’Inps, all’Inail ed agli Enti locali. Il tutto attraverso il ricorso a mezzi fraudolenti ed avvalendosi di società che, dopo brevi periodi di operatività (due o tre anni al massimo), venivano cessate o poste in liquidazione, con contestuale nomina di “teste di legno” (talvolta stranieri) o, ancora, trasferite all’estero.

MAXI SEQUESTRO IL 29 GENNAIO - Dopo il maxisequestro del 29 gennaio scorso, che aveva riguardato l’ingente patrimonio nella disponibilità del proposto, ivi incluse 73 società italiane e 14 estere, per un valore complessivo di circa 277 milioni di euro, i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma hanno successivamente individuato e sottoposto a sequestro decine di conti correnti e polizze, nonché sviluppato ulteriori complessi accertamenti patrimoniali sul conto di 15 persone giuridiche, oggi sequestrate, operanti prevalentemente  nei settori degli “altri servizi di sostegno alle imprese” e della “costruzione di imbarcazioni da diporto e sportive”, riuscendo a disvelare una nuova complessa rete di intrecci societari e, quindi, ancora una volta, la riconducibilità delle stesse al medesimo imprenditore. 

INGENTE PATRIMONIO - In definitiva, gli accertamenti svolti hanno consentito di accertare come il 64enne sia riuscito nel tempo ad accumulare un ingente patrimonio mobiliare ed immobiliare, del tutto incongruente rispetto ai redditi dichiarati.Tale sproporzione, unita alla qualificata pericolosità sociale, ha permesso di richiedere ed ottenere, ai sensi del dettato normativo del “Codice Antimafia” Decreto Legislativo 159/2011, l’applicazione della sorveglianza speciale di Pubblica Sicurezza ed il sequestro finalizzato alla confisca dell’intero patrimonio, direttamente o indirettamente riconducibile all'imprenditore. Patrimonio che, allo stato, è stimabile in complessivi 351 milioni di euro, di cui circa 65 costituiti da disponibilità finanziarie giacenti su conti correnti e polizze in Italia e all’estero.

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