Piazza Navona resta senza Natale, sequestrato il mercatino della Befana. Ecco le irregolarità

Sequestro preventivo per le bancarelle della piazza del Centro Storico della Capitale. Denunciato l'ingegnere che ne aveva certificato la regolarità

I controlli della Polizia Locale a piazza Navona

Cavi e centraline scoperti, assenza di via di fughe in caso di urgenze, ma anche prodotti privi del marchio CE e potenzialmente dannosi per i consumatori oltre ad allacci alla rete elettrica irregolari e violazioni della normativa sulla sicurezza, con gravi rischi per i lavoratori ed i visitatori.

Queste alcune delle irregolarià che hanno portato la Polizia Locale di Roma Capitale a sequestrate le bancarelle ed a chiudere, de facto, la manifestazione del Natale di piazza Navona. Sequestro preventivo che potrebbe portare ad annullare la più famosa Festa della Befana, appuntamento storico dell'Epifania della Capitale.

Qualora i titolari dei banchi sequestrati dovessero fare ricorso, e nel caso riuscissero a mettere a norma gli impianti di sicurezza della manifestazione, potrebbero riuscire ad ottenere il dissequestro entro il prossimo 6 gennaio. 

Il blitz dei 'caschi bianchi' nella giornata di giovedì 12 dicembre dove, a seguito dei controlli effettuati A seguito dei controlli effettuati sono emerse violazioni rispetto al piano di sicurezza della manifestazione che hanno portato alla chiusura dell'evento con relativo sequestro dei banchi. Denunciato il responsabile tecnico che ne aveva certificato la regolarità. 

Nel corso degli accertamenti svolti su 32 banchi, sono stati riscontrati, inoltre, diversi illeciti su dieci attività. In particolare i vigili urbani i hanno rilevato il mancato rispetto della normativa europea sull'omologazione di 600 giocattoli, posti sotto sequestro, utilizzati come premi in alcuni banchi di spettacolo viaggiante.

La struttura al centro della piazza, destinata ad attività ludiche, è risultata priva del certificato di prevenzione incendi e degli estintori, per cui si è proceduto a denunciare la titolare, una donna italiana di 55 anni. In totale sono state elevate circa 30.000 euro di sanzioni.

Una storia senza fine e condita ormai da anni di polemiche quella che interessa il mercatino di Natale di piazza Navona. Con i Cinque Stelle, le postazioni sono state assegnate tramite bando pubblico in via definitiva (per nove anni) a novembre 2018. E quasi la metà, nonostante il cambio di rotta annunciato in campagna elettorale sul tema, è finita nuovamente in mano alla famiglia Tredicine, commercianti ambulanti storici della Capitale. 

Un risultato molto contestato specie dalle opposizioni ma che ha creato fratture anche nella stessa maggioranza con litigi sulla festa continui e mai sopiti. L'ultimo braccio di ferro con anche sfottò a mezzo stampa vide protagonisti l'ex assessore al Commercio Andrea Meloni e il presidente della commissione Commercio, il consigliere 5S Andrea Coia, con il primo che ribattezzò il secondo "Coidicine", per sottolinearne la vicinanza alla famiglia di ambulanti. Seguì uno scambio di accuse al veleno. 

Per l'edizione in corso poi si sono registrate diverse défaillance, dati i costi, elevati, per ottemperare al piano sicurezza richiesto dall'amministrazione. In tanti commercianti hanno disertato. E ad oggi la festa di piazza Navona simbolo per decenni del Natale romano, è ridotta a pochi e tristi banchi. Complice anche l'operazione dei vigili urbani che ha portato al sequestro di numerosi stand.

"Il Coordinamento Romano della UGL Polizia Locale esprime il proprio plauso agli oltre 100 agenti intervenuti nel controllo della storica manifestazione Natalizia delle bancarelle di Piazza Navona - scrive in una nota il Coordinatore Romano UGL Marco Milani -. L'avere appreso come, i caschi bianchi intervenuti si siano visti costretti a chiudere temporaneamente  la manifestazione per mancanza de requisiti di sicurezza, oltre ai numerosi sequestri di merce posta in vendita perché sprovvista del marchio CEE, evidenzia ancora una volta l'impegno di un Corpo, che quotidianamente contrasta le irregolarità commerciali che troppo spesso mettono a repentaglio la sicurezza e la  salute di cittadini e consumatori, finanche purtroppo, nelle maggiori e storiche piazze romane".  

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"Roma è l'unica Capitale europea priva di un mercatino di Natale tipico della festività". Afferma il Codacons, commentando la situazione di Piazza Navona, deserta e senza le bancarelle che anni fa caratterizzavano la piazza attirando turisti da tutto il mondo. 

"La situazione di Piazza Navona rappresenta un danno d'immagine enorme per Roma - spiega il presidente Carlo Rienzi -. Ogni Capitale europea in questo periodo dell'anno offre a cittadini e turisti mercatini tipici dove acquistare prodotti locali e tipici della tradizione natalizia, punti di aggregazione e di svago di cui tuttavia Roma è quest'anno totalmente priva. Una assenza che danneggia sia i cittadini romani, che ogni anno si ritrovavano a visitare le bancarelle di Piazza Navona, sia il turismo, regalando un'immagine spenta e degradata della città agli occhi del mondo". 

"Ci chiediamo - conclude Rienzi - a questo punto se sia ancora adeguato inserire il centro storico di Roma tra i siti patrimonio dell'Unesco, considerato l'inesorabile declino della città, che non si arresta nemmeno a Natale". 

"Con il sequestro effettuato dalla Polizia Locale quel che restava della festa storica del Natale di Roma a piazza Navona cessa di esistere. E' il colpo di grazia". Denuncia in una nota, il consigliere capitolino Davide Bordoni. 

"Una manifestazione conosciuta in tutto il mondo ma che negli ultimi anni ha inesorabilmente imboccato il declino per le scelte a volte maldestre ma più spesso intenzionali dell'Amministrazione 5 Stelle - le parole del consigliere della Lega -. Una festa di luci e colori, l'appuntamento più atteso dell'anno dai bambini e dalle famiglie romane, prima si è trasformata in un mercatino sempre più dimesso, per finire definitivamente sotto sequestro. Tutto questo è inaccettabile". 

"Si parla di 'gravi violazioni', ma bisogna capire quale sia la loro natura al primo giorno dell'inizio della manifestazione - si legge ancora nella nota - considerando anche che gli operatori su area pubblica hanno contribuito economicamente, e per l'intero, al Piano Sicurezza. Nella solerte operazione sono stati impiegati oltre 120 vigili, uno schieramento mai visto in città. C'è da chiedersi come mai l'abusivismo regni sovrano e indisturbato dal centro alla periferia mentre si contrastano in ogni modo i lavoratori regolari. Chiedo subito la convocazione della Commissione Trasparenza e Garanzia: bisogna far luce su come sia stato possibile giungere al punto di mettere sotto chiave il Natale".

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