Operazione "Fiore Calabro": sequestrati beni per 12 milioni di euro alle 'ndrine di Roma Nord

Il decreto richiesto dalla DDA nei confronti degli affiliati del clan Mollica-Morabito-Scriva di Africo. Tra i beni società, ville e conti correnti milionari

Il bunker dove venne trovato uno dei capi clan della ndrina oggetto delle indagini

Quote di società, immobili e ville, terreni, conti correnti e cassette di sicurezza per un ammontare di circa 12 milioni di euro di beni. Prosegue l'azione della magistratura nell'ambito della cosiddetta operazione "Fiore Calabro" che ha smascherato l'attività nella zona dei Comuni a nord di Roma della ndrina Scriva-Mollica-Morabito. Il decreto di sequestro preventivo dei beni è stato richiesto della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) ed emesso dal Tribunale di Roma.

NDRINA DI AFRICO - Il decreto nei confronti di Domenico Morabito, Domenico Mollica, Salvatore Ligato, Giuseppe Velonà e Placido Scriva, ritenuti responsabili dei reati di intestazione fittizia dei beni con l’aggravante di aver commesso il reato per favorire l’associazione mafiosa denominata ‘ndrangheta, operante in Calabria e a Roma per il controllo delle attività illecite sul territorio. 

I BENI SEQUESTRATI - In particolare, sono state sottoposte a sequestro preventivo: quote sociali di una Srl che si occupa della vendita al minuto e all’ingrosso di piante e similari; quote sociali di un'altra Srl che si occupa della gestione e conduzione di ristoranti, trattorie, pizzerie tavole calde bar eccetera e di un bar. Una impresa individuale avente ad oggetto il commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico. Cinque immobili ad uso abitativo ubicati a Rignano Flaminio in località Tonica della Facchinaccia, a Morlupo, a Roma e ad Alghero, (provincia di Sassari). Sei terreni edificabili e/o ad uso seminativoubicati a Riano e a Morlupo; quattordici tra conti correnti, libretti postali e cassette di sicurezza contenenti un ingente quantitativo di valori preziosi e orologi di pregio, in corso di quantificazione.
 
PROVVEDIMENTO DI SEQUESTRO - Il provvedimento di sequestro preventivo di beni va a colpire gli interessi economici della ‘ndrina Mollica-Morabito-Scriva di Africo, in provincia di Reggio Calabria, autorevolmente rappresentata sul territorio della Capitale dai Morabito, Scrva, Ligato e Velonà, considerati esponenti di primo piano delle rispettive famiglie mafiose, insieme a Domenico Antonio Mollica, boss di primo piano dell’omonimo clan calabrese, catturato alcuni mesi fa all’interno di un “bunker” artigianale appositamente costruito sul soffitto della sua villetta sita in Rignano Flaminio.

GUERRA DI NDRANGHETA - L’operazione costituisce il seguito dell’attività convenzionalmente denominata “Fiore Calabro” che aveva documentato le attività criminali della ‘ndrina protagonista della sanguinosa “Faida di Motticella” combattuta negli anni 80 tra i comuni di Bruzzano Zeffirio ed Africo ed insediatosi - a partire dagli inizi degli anni ’90 - nel triangolo compreso tra i comuni di Rignano Flaminio, Morlupo e Castelnuovo di Porto, a nord di Roma.

IMPORTANTE GRUPPO NDRANGHETISTA - I personaggi colpiti da provvedimento di sequestro risultano far parte di un numeroso e importante gruppo ‘ndranghetista che non ha lasciato la sua terra di origine in quanto ritenuto perdente, ma soltanto con l’intenzione di poter agire in modo più tranquillo e poter continuare a porre in essere illecite condotte.

SODALIZIO CRIMINALE - Nel corso degli anni gli esponenti di spicco del sodalizio criminale nonostante fossero già colpiti da precedenti provvedimenti di sequestro di beni, erano riusciti a penetrare nel tessuto connettivo economico della provincia di Roma, acquisendo, tramite prestanome, bar, forni, supermercati, imprese edili, società che gestiscono la distribuzione di fiori, aziende di compro oro, solarium, imprese di allevamento e vendita di carni, nonché imprese boschive.

INSERIMENTO CAPILLARE NEL TESSUTO ECONOMICO - In alcuni casi l’inserimento capillare nel tessuto economico della zona ha consentito loro di raggiungere forme di monopolio incontrastato in diversi settori, quale il commercio dei fiori. Le attività in argomento sono state acquisite, molto spesso, da imprenditori in difficoltà economiche che, nella maggior parte dei casi, loro stessi avevano ridotto in uno stato debitorio irrecuperabile, mediante intestazioni fittizie di quote societarie a persone di famiglia o ad altri personaggi estranei al gruppo familiare.

ATTENZIONE DELLA DDA - Gli odierni sequestri di beni ed attività commerciali sono un ulteriore segno di attenzione della Direzione Distrettuale Antimafia e Polizia di Stato nei confronti di gruppi criminali di origine ‘ndranghetista il cui insediamento nel tessuto economico e sociale è stato connotato non solo da acquisizioni di attività economiche, ma anche dall’ottenimento del monopolio in alcuni settori strategici dell’economia della zona.

GRAVI REATI - E’ opportuno evidenziare che nel corso delle indagini sono emersi elementi che dimostrano che il gruppo criminale si è reso responsabile anche di gravi fatti di reato inerente l’estorsione, usura e riciclaggio commessi nei confronti di numerosi imprenditori e commercianti che svolgono la loro attività sul territorio. Nel caso specifico sono stati restituiti alla “libera concorrenza” alcuni settori commerciali, della rivendita di fiori e della fornitura delle carni, che erano gestiti in modo pressoché esclusivo dal gruppo criminale soggiogando i tanti commercianti onesti che acquistano dagli Scriva o da Morabito prodotti, pur in presenza di condizioni più vantaggiose fornite da concorrenti.

VALORE DEI BENI - Complessivamente i beni sottoposti a sequestro dagli agenti della Squadra Mobile a carico della ‘ndrina Mollica-Morabito-Scriva di Africo ammontano a circa 12 milioni di euro.

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