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Immagine di repertorio

Immagine di repertorio

Spaccio a Due Leoni, sequestrati per tre giorni: così una coppia è fuggita ai capi piazza

Una distrazione di uno dei carcerieri ha permesso di fuggire alla ragazza che, una volta fuori, ha chiamato il Numero Unico per le emergenze

Lui legato a picchiato per 72 ore. Lei costretta a vedere, strattonata e minacciata di morte. Entrambi chiusi in un garage abbandonato. E' l'incubo vissuto da due giovani nella zona di spaccio di Roma est

La vicenda è iniziata intorno al 20 agosto. I due giovani erano arrivati nella zona di via San Biagio Platani, nel quartiere di Due Leoni a due passi da Tor Bella Monaca e già nota per la compravendita di sostanze stupefacenti da Viterbo.

Volevano tirare sù qualche soldo facile con lo spaccio, entrare nel giro come pusher. E così, dopo un contatto con qualche capo piazza, è iniziato il "rapporto di lavoro". 

Sequestrati dai pusher

I ragazzi, costantemente controllati, erano in strada a spacciare per più di 14 ore al giorno. Poi, dopo due giorni, l'inizio dell'incubo. "Qui mancano i soldi. Mancano 100 euro". Le accuse ricevute dai giovani da parte dei capi piazza. Insinuazioni che, in poco tempo, sono diventate il pretesto per passare all'azione. 

A raccontare i fatti sono stati proprio i due giovani pusher. I dissidi si sono trasformati presto in violenza e i due giovani pusher sono stati letteralmente sequestrati e chiusi in un garage abbandonato nella zona di Valle Fiorita.

Il ragazzo, un 21enne romeno, è stato legato ad una sedia e su di lui si sono accaniti gli aguzzini picchiandolo più volte e riprendendo le aggressioni con un cellulare. Pugni e schiaffi alla testa, al torace e alle braccia. Lei costretta a guardare. 

Le fuga della ragazza

Una distrazione di uno dei carcerieri, dopo tre giorni di sequestro, ha permesso di fuggire alla ragazza che, una volta fuori, ha chiamato il Numero Unico per le Emergenze raccontando tutto, anche il motivo per cui i due erano finiti lì: l'abbaglio del guadagno facile grazie alla droga. 

Le indicazioni, a causa della scarsa conoscenza del territorio da parte della vittima, sono state però faticose. Solo l'esperienza nel battere quella zona ha aiutato gli agenti del commissariato Casilino, della Squadra Mobile e del Reparto Volanti che il 24 agosto hanno bloccato un ragazzo (conosciuto come "noto pusher del quartiere") che cercava di nascondersi tra la vegetazione e, intuendo un suo coinvolgimento nella vicenda. 

"Ecco che succede a chi sgarra"

Le indagini hanno permesso di accertare che il ragazzo bloccato, un 21enne di origini egiziane, aveva effettivamente partecipato al rapimento ed in particolare era stato proprio lui a filmare il tutto. Il video era stato anche mostrato alla donna con l'avvertimento che quello era ciò che capitava a chi "sgarrava".

Il 21enne, al quale è stato anche sequestrato il telefono contente il video, è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto e condotto a Regina Coeli.

Proseguono serrate le indagini del commissariato Casilino per arrivare alla cattura di tutti i componenti della banda. Chi indaga cercherà di risalire anche alla filiera dello spaccio. 

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