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Violentata e sequestrata in casa per tre giorni: così è riuscita scappare

A chiarire l'intera vicenda agli agenti è stata un'amica della vittima, contattata telefonicamente dai poliziotti

E' stata violentata e sequestrata in casa per tre giorni dal marito violento. Il tutto perché lei, una donna araba, si era rifiutata di avere un rapporto sessuale. Un diniego che non aveva soddisfatto il suo compagno di 56 anni che è passato quindi alle maniere forti. L'incubo della donna è però finito quando ha trovato il coraggio di fuggire. 

Sgattaiolando fuori la finestra di quella casa che era diventata la sua prigione, ha poi raggiunto un vicino bar in via Casilina all'altezza del parco Peppino Impastato, sulla Collina della Pace.

Qui la donna, sotto choc, è entrata nel locale e, non sapendo bene l'italiano perché di madre lingua araba ha comunque usato uno stratagemma lasciando sul bancone il suo cellulare con un messaggio, in arabo, tradotto in italiano: "Per favore aiutami. Chiama la polizia. Mio marito mi minaccia e mi rinchiude dentro casa e si droga. Non so parlare italiano. Per favore chiama polizia o carabinieri"

Questo quanto appariva sullo schermo del cellulare lasciato dalla donna lo scorso 16 dicembre. E così la proprietaria del bar ha chiamato il Numero Unico per le Emergenze. Da lì sono iniziate le indagini del commissariato Casilino Nuovo. 

Gli agenti sono quindi riusciti a risalire alla donna in fuga e, con l'aiuto di una sua amica, contattata telefonicamente dai poliziotti, hanno ricostruito la vicenda.

A termine delle attività investigative il marito violento è stato arrestato e portato nel carcere di Regina Coeli. E' accusato di violenza sessuale, sequestro di persona e lesioni personali, ai danni della moglie.

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