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Venerdì, 14 Giugno 2024
Cronaca

Sequestrata dall'ex nel bagno del negozio e picchiata con il manico di una scopa

L'uomo non accettava la fine della relazione. Gli atti persecutori anche dove la donna lavorava, al Quartiere Africano

Un incubo. Un uomo violento. Vittima una donna, perseguitata ovunque e rinchiusa - di fatto sequestrata - nel bagno del negozio dove lavorava, dove è stata picchiata con un bastone e minacciata. A finire in manette un 34enne italiano, teatro delle ultime violenze un esercizio commerciale al Quartiere Africano.

Rinchiusa e picchiata nel bagno del negozio 

L'uomo, non accettava la fine di una relazione durata alcuna anni e per questo avrebbe continuato a perseguitare l’ormai ex compagna anche sul posto di lavoro. È proprio sul posto di lavoro che sarebbe avvenuto l’episodio più grave. Il 34enne, approfittando di un momento in cui nel negozio non c’era nessuno, ha chiuso a chiave dall’interno la porta d’ingresso, spento le luci ed ha spinto l’ex compagna dentro il bagno. Subito dopo sono iniziate le violenze; spezzato in due il manico di una scopa, l’avrebbe usato per colpirla più volte. Dopo circa due ore e dopo aver estorto alla donna la promessa che non sarebbe andata in ospedale, né tanto meno a sporgere denuncia, l’uomo l’ha liberata. 

La denuncia dei familiari della donna 

Sono stati i familiari della vittima a capire, per primi, cosa fosse successo. La donna ha deciso di voler essere aiutata e dopo essere stata curata al pronto soccorso si è rivolta al commissariato Vescovio. Gli investigatori di via Acherusio, in attuazione del cosiddetti codice rosso, hanno avviato rapidamente le indagini e, con il coordinamento dei pubblici ministeri della procura di Roma, hanno raccolto una serie di riscontri a supporto del racconto della vittima.

Ex violento in carcere 

Gli elementi raccolti hanno permesso alla procura di chiedere e ottenere dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Roma l’emissione di una misura cautelare. Atti persecutori, sequestro di persona e lesioni aggravate sono i reati contestati nell’ordinanza. Sono stati gli stessi agenti del commissariato Vescovio a rintracciare il 34enne che, dopo la notifica dell’atto, è stato accompagnato nel carcere di Regina Coeli a disposizione della magistratura.      
 

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