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Omicidio colposo e non volontario: sei anni a Spaccarotella

L'agente non andrà in carcere in attesa del secondo grado di giustizia. In lacrime i Sandri. Il padre di Gabbo: "Cittadini italiani, non spendete soldi nella giustizia, sono soldi buttati"

Omicidio colposo e non volontario. Sei anni, anziché i quattordici anni richiesti dalla difesa. Gioisce Spaccarotella, piangono i Sandri, protestano gli ultrà. Alle ore 20 di ieri sera ad Arezzo è stata emessa una delle sentenze più attese degli ultimi anni. E le polemiche ovviamente non sono mancate.

In definitiva, l'agente Spaccarotella avrebbe sparato contro Sandri, secondo i giudici, senza intenzione di ucciderlo, ma accettando il rischio che quell'evento potesse verificarsi. L'omicidio colposo è punito dal codice con una pena massima di cinque anni: è quindi verosimile, ma sarà possibile saperlo solo quando la sentenza sarà depositata, che i giudici abbiano determinato la pena sommando al massimo previsto per l'omicidio colposo un altro anno proprio in virtù dell'aggravante della colpa cosciente.

Nonostante la condanna a sei anni di reclusione omicidio colposo aggravato, Luigi Spaccarotella per ora non andrà in carcere. I suoi difensori hanno, infatti, annunciato appello per cui, in base alle previsioni del codice di procedura penale, l'imputato attenderà in libertà il processo di secondo grado, che si svolgerà probabilmente il prossimo anno. Solo quando la sentenza nei confronti di Spaccarotella diventerà irrevocabile sarà emesso il provvedimento per l'esecuzione della pena.

Già al momento della lettura della sentenza contro il poliziotto Spaccarotella, condannato a sei anni per omicidio colposo, dal pubblico hanno urlato contro la corte "vergogna, buffoni". Le stesse parole sono state ripetute quando il pubblico è defluito dal palazzo di giustizia di Arezzo.

I più delusi dalla sentenza sono stati i genitori di Gabriele. Così la madre: “Non credo più nella giustizia, mi viene voglia di andare via dall'Italia. Non hanno creduto a tanti testimoni, è incredibile". Giorgio Sandri, padre di Gabbo ha aggiunto: “Hanno ammazzato mia moglie un'altra volta, forse adesso la portiamo via con l'ambulanza, hanno ammazzato mio figlio. E' una vergogna per tutta l'Italia. Io consiglierei a tutti i cittadini di non spendere più i soldi per la giustizia perché se la giustizia è questa sono soldi buttati. Non sono bastati cinque testimoni che hanno visto quello che ha fatto l'individuo, quando basta un pentito di mafia per mandare gente all'ergastolo per 30 anni. Evidentemente la divisa ha il suo peso”.



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