Marino e il caso Cucchi: "Nessuna pressione per la mia rinuncia alla consulenza di parte"

Dopo le accuse da parte dei legali della Famiglia Cucchi, arriva oggi la rettifica del Senatore che giustifica la SUA decisione per motivi puramente tecnico - giuridici

"Il Senatore Ignazio Marino avrebbe ricevuto pressioni della Procura di Roma per non accettare la consulenza dalla parte civile nel processo Cucchi" è quanto era stato affermato in aula lo scorso 13 marzo dagli avvocati Alessandro Gamberini e Fabio Anselmo, legali per la parte civile della famiglia del giovane Stefano. Oggi però arriva la rettifica circa le accuse riferite al Senatore in merito le dichiarazioni in questione.

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All'epoca della richiesta presentatagli, infatti, "il Senatore Marino ha ritenuto non opportuno comparire come consulente di parte, sulla esclusiva scorta di considerazioni di ordine tecnico-giuridico e di opportunità istituzionale, legate al fatto che nel corso della XVI legislatura è stato Presidente della Commissione d'Inchiesta sul servizio sanitario nazionale", si legge nella nota divulgata oggi dall'Ufficio Stampa della Commissione d'Inchiesta sul servizio sanitario nazionale. E così vi si conclude: "Qualora la Corte ritenesse processualmente necessario e giuridicamente possibile acquisire la testimonianza del Senatore, nella sua qualità di Presidente pro tempore della Commissione d’inchiesta sul Servizio sanitario nazionale, alla relativa citazione sarebbe dato il seguito dovuto".

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