Cronaca Centro Storico / Piazza del Popolo

“Se non ora quando”: l'orgoglio delle donne riempie Piazza del Popolo

In piazza 50.000, 60.000 persone per difendere la dignità delle donne. Bloccate tutte le vie intorno a piazza del Popolo, dove entrare dalle 14.30 è stato praticamente impossibile

Di solito quando si sceglie Piazza del Popolo per una manifestazione lo si fa perché si pensa di non riuscire a portare in piazza più di 10.000 – 15.000 persone. Deve essere stato questo il pensiero anche degli organizzatori romani della manifestazione “Se non ora quando”. Un pensiero però rivelatosi sbagliato. Già, perché oggi a manifestare per la dignità delle donne c'erano ben più di 15.000 persone. Dal Pincio, al Muro Torto, a tutte le vie limitrofe al teatro della manifestazione era tutto un pullulare di donne, e non solo, armate di cartelli e di tanta rabbia.

Una rabbia che è esplosa in tutta la propria forza quando, tra le 14.40 e le 14.45, dopo un lungo minuto di silenzio, l'urlo “Se non ora quando” ha riempito l'intera piazza. Dal Pincio è stato poi calato lo striscione "Vogliamo un Paese che rispetti le donne" che ha fatto da sfondo agli interventi di attrici, donne della politica, suore e esponenti femminili della società civile.

Ecco alcuni degli striscioni presenti in piazza: “Silvio, riporta la nipote da Mubarak”, “Io sono la nipote di... mio zio”, “Scopiamoli via”, “Donna non contro Ruby ma contro i rubacuori”, “Io, donna cattolica, dico basta: Berlusconi vai via”, “La dignità delle donne salverà il nostro Paese”, “Sono una donna, non sono una Santa... nche”.


Applauditissimi gli interventi della regista Cristina Comencini, della deputata finiana Giulia Bongiorno, della leader della Cgil Susanna Camusso, della presidente della Regione Umbria Katiuscia Marini, delle attrici Lunetta Savino e di Angela Finocchiaro.

A chiudere la manifestazione il coro dell'intera piazza: “Dimissioni, dimissioni....”.
 

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