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Cronaca

Termosifoni spenti e classi gelate: è caos nelle scuole romane

Dal Trionfale all'Eur Torrino mattinata difficile per gli studenti della Capitale. In molti tornano a casa, i riscaldamenti non funzionano o sono stati accesi solo questa mattina

Altro che "scuole calde". L'operazione del Campidoglio, che ha ordinato l'accensione dei termosifoni 24 ore prima del rientro in classe, è servita a poco. Tra chi torna a casa e chi è costretto imbacuccato sui banchi, è una dura mattinata per gli alunni degli istituti romani. Tante le segnalazioni arrivate in redazione: maestre e genitori lamentano caldaie ancora spente, o temperature comunque inaffrontabili per gli studenti. 

All'istituto comprensivo Matteo Ricci all'Eur Torrino, 180 studenti tremano dal freddo. L'aria tra i banchi è gelida. "Qui il riscaldamento non è mai stato acceso, stamattina alle 7, in un'ora ovviamente gli ambienti non si sono riscaldati a sufficienza. Non possiamo stare così". E' una maestra a denunciare le condizioni della scuola media. "So che altre scuole stanno mandando i ragazzi a casa, ma noi non possiamo farlo, sono minori". Sempre dalla zona sud, dall'istituto comprensivo Dino Buzzati all'Eur, la testimonianza: "I termosifoni sono stati accesi questa mattina, in questo momento la temperatura è di cinque gradi". Come alla materna Prato Smeraldo di via Benedetto Rogacci, a Fonte Meravigliosa.

Alessia Floccari, una mamma, ci scrive infuriata: "I miei due figli di 10 e di 12 anni frequentano la quinta elementare e la seconda media nella scuola Padre Romualdo formato di via Ardeatina. La preside non ha rispettato la decisione della Raggi e hanno acceso i termosifoni questa mattina. La scuola è gelata, i ragazzi si trovano con due maglioni più il giaccone nelle aule fredde. Da mamma dico che è un'indecenza!". Al liceo scientifico Peano, in via Francesco Morandini, a Roma 70, ragazzi e professori hanno deciso di non fare lezioni per riunirsi tutti al piano più caldo della scuola. La voce di una studentessa: "La situazione è davvero insostenibile, mi chiedo come dopo ventiquattro ore di riscaldamento un edificio sia ancora così freddo. Secondo me i termosifoni sono rimasti spenti fino all'inizio delle lezioni di stamattina, cosa che si aggiunge alla lunga lista di provvedimenti insensibili e spietati della politica italiana nei confronti della scuola".

Spostandoci nel municipio VII alla media Raffaello in via Alessandro Stoppato, a Romanina, ci segnalano i termosifoni che non funzionano proprio. Idem all'istituto comprensivo Amendola di Ostia e sempre sul litorale al Magellano di Acilia. "I riscaldamenti qui sono spesso rotti" commenta Enrico, un papà. Stesso quadro all'istituto Aristide Leonori. "I riscaldamenti sono stati accesi poco prima delle 8 e le maestre della scuola dell’infanzia hanno invitato i bambini a tenere addosso i cappotti. Le stesse maestre, con cui ho parlato, si dicono disgustate: al ritorno dalle vacanze ci sono 4 bagni funzionanti su sei destinati ai piccoli e tutti sono sporchi" ha denunciato il consigliere vicepresidente della commissione Scuola, Ignazio Cozzoli. "Io mi chiedo se il Sindaco Raggi, dopo aver fatto i suoi proclami caduti nel vuoto millantando miracolose accensioni di riscaldamenti inesistenti, riesca a dormire la notte sapendo che si rende complice di questo schifo generalizzato. Sono decine da stamattina le segnalazioni che ho ricevuto dai genitori di tutta Roma. Al peggio non c’è mai fine"

Non va meglio agli studenti di Prati. All'istituto Luigi Einaudi si batte i denti dal gelo. Nella foto in alto gli alunni con giacche, sciarpe e cappelli corrono ai ripari. E al Giulio Cesare non c'è acqua: le tubature sono rotte. Sul sito internet del liceo Gassman al Trionfale si legge: "Oggi, 9 gennaio 2017. l'attività didattica è sospesa in sede centrale, a causa della mancanza del riscaldamento". A Casal Lumbroso, senza termosifoni, ci sono gli alunni dell'istituto per sordi Antonio Magarotto. Tornano a casa alle 10 e 30 della mattina anche i piccoli alunni della materna Angelo Celli, a Bravetta, insieme a quelli dell'elementare Nelson Mandela. 

Un caos che diversi presidi avevano in parte preannunciato ieri, con una circolare inviata a rappresentanti di classi e genitori dove si invitava a vestirsi pesanti: "Ci sono arrivate segnalazioni di aule gelide" annunciava ieri il presidente dell'Associazione nazionale presidi sezione Lazio, Mario Rusconi. Previsioni esatte. E quel che emerge dalla maggioranza delle denunce raccolte è che i riscaldamenti non sono mai stati accesi, nonostante la misura emergenziale presa dal Campidoglio.

Dal Pd il duro attacco della capogruppo Michela Di Biase: "Se non fosse per i disagi prodotti a docenti, alunni e genitori  in decine di scuole di ogni ordine e grado potremmo definire ‘l’operazione scuole calde’ una vera beffa. L’iniziativa, annunciata sabato 7 gennaio dal Campidoglio, come un piano straordinario per intiepidire il rientro a scuola di migliaia di studenti a fronte delle basse temperature di questi giorni ha invece messo i brividi a docenti e scolaresche. Il risultato prodotto è desolante: le proteste dei genitori si sono moltiplicate e in tanti sono tornati a casa. L’ennesimo flop dell’amministrazione Raggi copre di gelo scolari e studenti romani"

"Attivare i termosifoni il giorno prima è una mossa senz'altro utile per accogliere al meglio i nostri studenti" commenta a RomaToday l'ex assessore alla Scuola e prima ancora ai Lavori Pubblici del governo Marino, Paolo Masini. "Lo avevamo già fatto noi nel 2014 per il rientro dalla vacanze e funzionò". Ma con un'accortezza in più: "Facevamo fare il controllo prima di riaccenderli, così si evitavano problemi come quelli di oggi". E in generale, comunque, non basta. Serve intervenire a livello strutturale. "Dobbiamo andare oltre e progettare un efficiantamento energetico a sistema. A Roma esistono migliaia di edifici pubblici che vengono riscaldati dall'amministrazione, è per questo che presentammo quando eravamo in carica un importante progetto. Un modello win to win che coinvolge privati e porta vantaggi economici a entrambe le parti. Lo presentammo e ricevette premi nazionale e apprezzamenti dalla Bce a livello europeo". E' da lì per Masini che si dovrebbe ripartire, per evitare sprechi e disagi: riscaldamenti spenti quando fuori ci sono zero gradi o accesi quando ce ne sono 25, con tanto di finestre aperte. 

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