Alberi, è allarme nelle scuole dopo la neve. Il Comune scarica sui presidi: "Monitorate voi"

La nota del dipartimento Ambiente invita i dirigenti a inviare foto dei potenziali pericoli. Rusconi: "Un'assurdità mai sentita prima"

Un albero caduto ieri lunedì 26 febbraio

Ci pensino i presidi a controllare lo stato degli alberi nei cortili e a spargere sale sui marciapiedi. Ma quando se le scuole sono chiuse? E soprattutto, non dovrebbero farlo tecnici comunali specializzati e in grado di valutare per il meglio proprio in virtù della loro qualifica? "Sarebbe opportuno che la segnalazione di eventuali pericoli sia corredata da immagini fotografiche" recita la nota del dipartimento Ambiente che RomaToday ha potuto visionare. Firmata dalla dottoressa Rosalba Matassa e inviata a minisindaci e assessori municipali, invita i dirigenti delle scuole (da due giorni chiuse per neve e gelo) a farsi parte attiva della macchina capitolina. Perché è una corsa contro il tempo quella del Campidoglio.

Se infatti gli istituti di ogni ordine e grado sono chiusi anche oggi, non è solo per il ghiaccio sulle strade e per le condizioni di potenziale pericolo legate alla viabilità. Ci sono gli alberi pericolanti a preoccupare e non poco il Comune di Roma. Ne sono crollati a decine sotto il peso della neve, ma la messa in sicurezza di quelli indeboliti che potrebbero cadere alla prima folata di vento non si è esaurita con la giornata di ieri. E allora la richiesta di collaborare arriva direttamente ai presidi degli istituti, chiamati al "monitoraggio delle situazioni di criticità, quali alberi e/o rami caduti o a rischio di crollo". 

Una lettera che ha fatto trasalire i diretti interessati. "Non si è mai sentita una cosa del genere - attacca Mario Rusconi presidente dell'Associazione nazionale presidi (Anp) di Roma - questa è una perla di incapacità amministrativa che non ha precedenti. Ci viene chiesto di prenderci una responsabilità che non ci compete, dovrebbe pensarci il Comune". La nota è stata poi inoltrata dagli assessori municipali ai dirigenti, ribadendo anche la necessità di liberare i marciapiedi dalla neve "provvedendo allo spargimento del sale per evitare la formazione di lastre di ghiaccio". Non solo. Prima ancora della comunicazione ufficiale, sarebbero stati inviati anche dei messaggi su Whatsapp di sollecito a collaborare da parte dell'assessorato all'Ambiente. Insomma, un surplus di lavoro (e di responsabilità) che non è stato ben accolto.

Per Rusconi è "un'assurdità che venga chiesto ai presidi di monitorare gli alberi. A parte il fatto che se le scuole sono chiuse non si capisce come dovremmo fare. Ci viene chiesto di prenderci una responsabilità che non ci compete, dovrebbe pensarci il Comune". Sul punto interviene l'assessore alla scuola del I municipio, a trazione Pd, Giovanni Figà Talamanca. Che assicura di non aver scomodato nessun dirigente scolastico. "Mi sembra chiaro che non si possa fare una richiesta del genere ai presidi. Nel nostro municipio si sono mossi i tecnici degli uffici, che non sono agronomi perché siamo sotto organico ma sono comunque competenti e chiamati a fare questo tipo di attività tra le tante". 

Sempre sulla chiusura delle scuole l'Anp si è espressa ieri evidenziando il rischio di "vacanze" troppo lunghe: "Tra neve ed elezioni, le scuole di Roma in cui verranno allestite le urne potranno riaprire ai ragazzi solo la mattina di mercoledì 7 marzo" ha spiegato Rusconi. Lunedì per la neve, oggi per il ghiaccio, e giovedì e venerdì, se le previsioni del tempo dovessero avverarsi, ancora neve e ancora chiusure. Se si aggiungono lunedì 5 e martedì 6 marzo per lo scrutinio del voto, circa un terzo delle scuole romane riaprirà fra una settimana. "Sono ore di insegnamento che non verranno più recuperate. E la legge che nessuno ricorda mai prevede che sotto i 200 giorni di didattica l'anno scolastico non è valido". 

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