Scuola Viva, la rabbia di lavoratori e utenti: "Vergognatevi, ci state togliendo la dignità"

Si è svolta nella mattinata di oggi la manifestazione organizzata dagli operatori di Scuola Viva per protestare contro la chiusura della struttura: "Senza Scuola Viva ci uccidete"

"Senza Scuola Viva ci uccidete", "la riabilitazione non è un optional", "la sanità pubblica si difende, non si vende" e ancora "vergognatevi". Così gli operatori del centro di riabilitazione Scuola Viva onlus hanno protestato questa mattina (30 gennaio) davanti alla sede di via Vaiano dell'Asl Roma D contro la decisione dello scorso dicembre da parte della Regione Lazio di chiudere la struttura. Un'odissea, questa, che coinvolge non solo i 90 lavoratori del centro, che da più di un mese sono senza lavoro, ma anche le famiglie dei 270 ospiti del centro che si sono uniti alla protesta.

"COSI' MIO FIGLIO HA INIZIATO A VIVERE" - La decisione della Regione, e a seguito quella del Tar, non è riuscita a fermare i dipendenti del centro che si sono radunati in via Vaiano 53, davanti alla sede dell'Asl Roma D, con tanto di striscioni e megafoni. Accanto a loro anche le famiglie dei disabili che con profonda commozione hanno raccontato com'è cambiata la loro vita grazie a Scuola Viva. "Mio figlio non riusciva nemmeno a riconoscere i colori" racconta una delle mamme presenti. "A scuola non si integrava con gli altri bambini mentre a casa restava sempre in silenzio".

Poi la beffa. Ad indirizzare le famiglie all'onlus, infatti, è sempre stata l'Asl. "Quello che ci lascia perplessi è proprio il fatto che fu l'Asl a farci conoscere Scuola Viva. All'inizio ero titubante ma poi, dopo solo qualche mese, tutto è cambiato. Mio figlio ha iniziato a parlare, giocare, sorridere. Ha iniziato a vivere, insomma, e il merito è solo di Scuola Viva. Da quando la struttura ha chiuso non fa che piangere e chiedermi quando lo riporterò al centro. E' uno strazio comune a tutte le altre famiglie e a cui bisogna mettere un punto".

UN INTOPPO BUROCRATICO - Trascorre appena un'ora dall'inizio della protesta quando all'improvviso giunge la risposta da parte dell'Asl in merito a un incontro fissato per domani, 31 gennaio, presso la sede della Regione tra Asl, Regione, Municipio e Protezione Civile per discutere in merito alla riapertura del centro. Una serie di "intoppi burocratici", come spiegano il presidente e il vicepresidente della consulta cittadina, sarebbero la diagnosi dell'assurda vicenda mentre crolla definitivamente "la questione Tevere".

LA REGIONE LAZIO - La Regione intanto fa sapere che "per rimuovere gli ostacoli che impediscono l’accreditamento della struttura è stata convocata per venerdì prossimo, alle ore 12, una riunione a  cui parteciperanno tecnici dell’Ardis, Protezione Civile, Municipio e Asl. L’incontro servirà a verificare il possibile percorso utile a superare le criticità emerse e collegate al piano di evacuazione previsto per l’area, dove insiste la struttura, che è a rischio esondazione. Obiettivo della Regione è creare le condizioni per garantire sicurezza ai pazienti e tutelare i posti di lavoro".

VIDEO 1 - La protesta di utenti e operatori

VIDEO 2 - Senza assistenza noi non viviamo

Al sit in era presente anche il presidente dell'XI municipio Maurizio Veloccia: "Durante la manifestazione ho incontrato, insieme ad una delegazione composta dai rappresentanti degli utenti e dei lavoratori, i responsabili della Asl RM D che ci hanno confermato la consapevolezza dell’importanza della struttura e la volontà di risolvere al più presto, in collaborazione con la proprietà, le criticità ancora aperte. Domani in Regione, con tutti gli attori istituzionali coinvolti, faremo di nuovo il punto della situazione. Noi, come Municipio, continueremo ad essere al fianco degli utenti di Scuola Viva, che da giorni sono a casa e che hanno bisogno di tornare ad usufruire dell'assistenza e del supporto che il Centro garantiva loro. Come più volte ripetuto in questi giorni, infatti, crediamo che il Centro sia un'eccellenza del nostro territorio e che sia necessario trovare una soluzione quanto prima".

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