"Pacifici infame", scritte antisemite anche a Vigne Nuove

Diverse le offese comparse sui muri di via delle Vigne Nuove e via Conti. Continuano gli episodi di intolleranza nella città

"Pacifici infame", "27.1 Niente Memoria", "Sharon un porco di meno", "Shoah: falso", "Onore a Priekbe", "27.1 Solo Menzogna", questo il repertorio di antisemitismo ben visibile sui muri sottostanti le 'torri' di Vigne Nuove dove da diversi giorni campeggiano scritte e offese contro la comunità ebraica. Episodi di negazionismo comparsi anche nel quartiere del III Municipio Montesacro in occasione della 'Giornata della Memoria della Shoah' che si è celebrata lunedì 27 gennaio.

SCRITTE SOTTO LE 'TORRI'  - Le offese con bomboletta nera sono ben visibili sia in via delle Vigne Nuove che in via Conti, con una delle scritte "27.1 Solo Menzogna", in parte cancellata con uno spray dello stesso colore. L'ex IV Municipio dove il fenomeno dell'antisemitismo si è manifestato in maniera grave con altre scritte offensive comparse alla vigilia della giornata della Memoria in piazza Sempione e poi rimosse.

ANTISEMITISMO IN CITTA' - Gli episodi di intolleranza sono spuntati come i funghi in ogni parte della città, dalla circonvalazione Clodia, all'Esquilino con un macabro preludio che si è manifestato nelle giornata di venerdì e sabato quando tre teste di maiale sono state recapitate alla Sinagoga di Roma, all'Ambasciata di Israele ai Parioli ed al Museo Roma In Trastevere.

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DUE DENUNCE - Le manifestazioni di antisemitismo hanno innalzato l'allerta delle forze dell'ordine con un fascicolo aperto dalla Procura di Roma e la polizia a denunciare due persone, un 47enne, con precedenti di polizia e appartenente a Militia, e un 33enne, già indagato nel corso dell'operazione 'Stormfront 2' del novembre 2013, erano entrambe monitorate dalla Digos. Agli agenti del commissariato Prati e del reparto Volanti che li hanno bloccati, i due hanno rivendicato la paternità di alcune scritte realizzate poco prima nei pressi di piazzale Clodio. Sono stati quindi accompagnati negli uffici di Polizia e denunciati in stato di libertà per violazioni della legge sulla discriminazione, odio e violenza per motivi razziali.

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