"Onore a Giorgio Frau": a San Lorenzo la scritta per il rapinatore ucciso

La scritta, accompagnata da una stella a 5 punte, è comparsa in via Scalo San Lorenzo. Proseguono intanto le indagini sull'assalto all'Esquilino

Quaranta centrimetri di altezza e cinque di lunghezza ed un contenuto inquietante: "Onore a Giorgio Frau, combattente comunista San Lorenzo". E' la scritta comparsa ieri in via Scalo San Lorenzo, all'altezza dello svincolo della Tangenziale est. Ad accompagnarla una stella cinque punte. Il riferimento è al rapinatore ed ex brigatista morto venerdì all'Esquilino durante un conflitto a fuoco per l'assalto ad un portavalori.

Sulla scritta ad indagare sono i carabinieri di San Lorenzo. L'ufficio del decoro urbano provvederà a ripulire il muro.

LE INDAGINI SULL'ASSALTO - Proseguono intanto serrate le indagini sull'assalto al portavalori, con l'obiettivo di capire chi è stato il basista che ha passato le informazioni ai tre rapinatori. Prima ancora però è necessario ricostruire l'esatta dinamica dell'accaduto. Gli investigatori stanno esaminando i filmati registrati da alcune telecamere situate nei pressi di via Carlo Alberto, nel rione Esquilino, in cui è avvenuto l'assalto. Nel contempo la Procura di Roma ha disposto una serie di consulenze tecniche e balistiche non solo per accertare la dinamica della sparatoria ma anche per verificare se le armi utilizzate dai banditi siano state usate in altre azioni criminose. Quanto alla guardia giurata che ha sparato e ucciso Giorgio Frau, uno dei rapinatori, la Procura ha qualificato, allo stato, il fatto come legittima difesa con uso legittimo dell'arma in dotazione.

ESTREMISTI - Ferdinando Imposimato, dal 1978 al 1984 giudice istruttore del processo Moro ed esperto di terrorismo, lancia intanto l'allarme: "Nella capitale c'è una violenza che preoccupa. Al momento sembrano storie di sbandati, che vedono insieme ex terroristi delle Brigate Rosse e uomini legati in qualche modo all'estrema destra. Ma forse c'è anche dell'altro. Bisogna indagare a fondo - rimarca Imposimato - anche sull'ipotesi di attacchi a scopo di autofinanziamento da parte di gruppi che non hanno etichette politiche definite e perciò possono mettere insieme, come già è accaduto in questi anni all'interno delle carceri, esponenti di diverse ideologie e fronti".

GIORGIO FRAU - In questo senso la figura di Frau, il suo curriculum ed anche la scritta comparsa ieri, conferma l'allarme di Imposimato. Frau era un 56enne ex militante di Lotta Continua, poi passato alle BR prima e alle Unioni Comuniste Combattenti. Il suo curriculum criminale è fatto di rapine a scopo di autofinanziamento. E in una rapina venerdì è rimasto ucciso. A cosa servissero tutti quei soldi sarà compito della magistratura ora stabilirlo. In passato in un appartamento di Frau al Tuscolano fu scoperto un vero e proprio arsenale: un Ak 47 e sette pistole, alcune calibro 9 corto, risultate compatibili con l'arma che uccise Marco Biagi.

Nell'arsenale i carabinieri trovarono anche una paletta della polizia, ricetrasmittenti, e due divise di postini. E da postini erano travestiti oggi Frau e i due complici che hanno assaltato il portavalori nel centro di Roma. Per questa vicenda Frau fu condannato a quattro anni e otto mesi di reclusione. Nel 2005 Frau invece fu condannato dal Tribunale di Firenze a quattro anni e sette mesi di reclusione per una tentata rapina a un ufficio postale del capoluogo toscano risalente al 2003. Ancora nel marzo del 1988 Frau finì in manette a Barcellona per una rapina in banca. Condannato a 21 anni di reclusione, aveva ottenuto l'art.21.

Ancora nel marzo del 1988 Frau finì in manette a Barcellona per una rapina in banca. Condannato a 21 anni di reclusione, aveva ottenuto l'art.21. I primi arresti della sua carriera però ai primi anni 80. Nel marzo dell' 84 a Roma fu arrestato nel corso di un'operazione dei carabinieri insieme a 28 presunti appartenenti alle Unioni Comuniste Combattenti, fra i quali anche Francesco Maietta. Nell' '87 invece sfuggi' all'operazione dei Carabinieri a Roma che portò all'arresto dei componenti della 'direzione strategica' dell' Ucc, tra i quali lo stesso Francesco Maietta, Claudia, Gioia, Paolo Persichetti, Massimiliano Bravi, Daniele Mennella. L'organizzazione rivendicò gli attentati al generale Licio Giorgieri e il ferimento del consigliere economico della Presidenza del Consiglio, Antonio Da Empoli.

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