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Cronaca San Lorenzo / Piazzale Aldo Moro

Studenti pro Gaza alla Sapienza: tra i manifestanti anarchici e palestinese vicino ad Hamas

Convalidati gli arresti - in attesa di giudizio - dei due manifestanti arrestati durante gli incidenti. Ventisette gli appartanenti alle forze dell'ordine rimasti feriti

Sono stati convalidati gli arresti dei due manifestanti fermati martedì a La Sapienza durante gli incidenti scoppiati fra studenti pro Gaza e polizia. Ventisette anni lui, 29 lei, il giudice ha convalidato gli arresti e i due sono stati rimessi in libertà in attesa di giudizio. A S.B. romana, comparsa questa mattina a piazzale Clodio per il processo per direttissima - mentre all'esterno della città giudiziaria era in corso un sit-in di solidarietà - sono contestati i reati di resistenza e lesioni. Il processo è fissato per il prossimo 22 maggio. M.A.J.A., il 29enne nato in Libia dovrà invece rispondere il prossimo 23 maggio dall'accusa di danneggiamento aggravato ai beni dello Stato. Nel complesso sono 27 gli appartenenti alle forze dell'ordine rimasti feriti durante gli incidenti scoppiati all'ateneo romano. 

Ad attendere l’esito dell’udienza c’erano i genitori di entrambi i giovani. “Nostra figlia non ha alcun precedente, è incensurata, si è laureata in cooperazione internazionale alla Sapienza con 110 e lode. Ieri era all’università per accompagnare un amico di Padova e aveva con se’ anche il suo cane. Si è trovata di fronte le forze dell’ordine schierate ed è stata portata via dai poliziotti. Oggi aveva un colloquio di lavoro”, hanno raccontato. Fuori dall’aula anche il padre del ventisettenne libico arrestato. “Siamo in Italia da cinque anni, mio figlio studia economia e non ha precedenti”.

Scontri università Sapienza 16.04.2024

Anarchici e palestinese vicino ad Hamas 

Come si apprende da fonti della questura, alla manifestazione estemporanea non preavvisata - promossa dal "Coordinamento Collettivi Sapienza" e dal "Movimento Studenti Palestinesi" - hanno partecipato circa 300 persone. Radunati nei pressi del "pratone" dell'università, si sono poi mossi in corteo verso uno degli ingressi al Rettorato, debitamente chiuso, transennato e presidiato dal personale in servizio. Proprio qui si sono registrati alcuni momenti di forte tensione tra manifestanti e  forze dell’ordine sia davanti alla porta di accesso al Rettorato sia nei pressi del commissariato Università. Nella circostanza sono rimasti feriti 27 appartenenti alle forze dell'ordine: 16 agenti del reparto mobile di Roma (due dei quali con prognosi superiore ai 20 giorni), 9 dipendenti della questura di Roma e 2  appartenenti all’Arma dei carabinieri. Tra i partecipanti al corteo è stata documentata la presenza di alcuni appartenenti al mondo anarchico, estranei  ai contesti universitari e di un cittadino palestinese, componente dell'UDAP (Unione Democratica Arabo Palestinese ), già noto alle forze di polizia.

"Nessun assalto in commissariato" 

"Non c'è stato nessun assalto al commissariato, era appena stato arrestato un ragazzo e noi volevamo avere sue notizie - sottolineano gli studenti del Coordinamento Sapienza for Palestine nel corso della conferenza stampa al rettorato dell'ateneo all'indomani dei tafferugli con le forze dell'ordine -. È stato bloccato in un momento in cui era solo e si era appena allontanato dalla manifestazione. È stato accusato di gesti violenti che non corrispondono alla realtà. C'è una ragazza in ospedale ferita dai manganelli e ci sono due ragazzi sottoposti a processo per direttissima, una delle quali ieri è stata trascinata a terra e quasi spogliata". 

"Violenti da punire"

“Abbiamo trascorso mesi in cui determinate aree politiche, collettivi, studenti e opinione pubblica ci ha etichettati come violenti dal manganello facile, quando in realtà i veri violenti sono proprio gli pseudopacifisti in situazioni come quella di ieri con gli studenti de La Sapienza. Molti colleghi sono rimasti feriti e a loro va la nostra solidarietà - dichiara Fabio Conestà segretario generale del Mosap (Movimento Sindacale Autonomo di Polizia) -. Ci auguriamo che i violenti siano identificati e adeguatamente puniti e soprattutto pretendiamo le scuse da parte di chi ha fatto per mesi propaganda politica sul manganello, ignorando che la vera violenza è figlia della costante delegittimazione delle forze dell’ordine". 

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