Cronaca

Scontri Roma: nove restano carcere, due ai domiciliari, uno torna in libertà

Il gip ha deciso la conferma della detenzione in carcere per 9 dei 12 manifestanti fermati sabato scorso. Altri 2 andranno ai domiciliari, mentre uno tornerà in libertà

Dei dodici manifestanti fermati sabato dopo gli scontri, nove resteranno in carcere, due andranno ai domiciliari, mentre uno tornerà in libertà. La decisione dei gip del Tribunale di Roma Elivira Tamburelli è arrivata stanotte, dopo oltre sei ore di camera di consiglio. Il reato contestato dalla procura ai dodici, sottoposti ieri agli interrogatori di garanzia, è di resistenza pluriaggravata a pubblico ufficiale.

L'unico a essere scarcerato è Leonardo Serena, per il quale il pm, a differenza degli altri, sin dall'inizio aveva chiesto i domiciliari. A rimanere in carcere sono Giovanni Caputi, Giuseppe Ciurleo, Alessandro Venuto, Giovanni Venuto, Lorenzo Giuliani, Robert Scarlett, Ilaria Ciancamerla, Valerio Pascali e Stefano Conigliaro. Ad Alessia Catarinozzi e Alessandra Orchi, invece, sono stati concessi gli arresti domiciliari.

A difesa dei loro assisti, i legali di sei dei fermati, Orchi, Catarinozzi, Venuto, Venuto, Ciurleo e Giuliani, hanno fatto notare al giudice che le fidanzate dei due fratelli Venuto compaiono in un video, girato da un privato cittadino e diffuso sul web, nel quale una signora urla alla polizia "Non sono stati loro, non hanno fatto nulla", mentre i giovani venivano arrestati. "I nostri assistiti – hanno dichiarato gli avvocati Maria Daddabo e Simonetta Crisci – hanno ammesso di aver partecipato al corteo perché condividono i motivi della protesta. Hanno invece respinto l'accusa di aver parteciapto agli scontri".

Nel frattempo la procura ha chiesto la convalida dell'arresto di Fabrizio Filippi, 24 anni, conosciuto come "Er Pelliccia" e immortalato mentre durante gli scontri lancia un estintore. Il ventiquattrenne verrà sottoposto domani all'interrogatorio di garanzia, mentre proseguono le indagini per identificare altri responsabili dei disordini. I riflettori degli inquirenti sarebbero puntati su alcuni esponenti dei gruppi ultras di Lazio e Roma, che potrebbero aver partecipato all'assalto del blindato dei Carabinieri dato alle fiamme e agli atti vandalici nella chiesa di San Marcellino, dove è stata distrutta una statua della Madonna Lourdes.

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