Cronaca

La Questura sugli scontri di ieri: "Infiltrazioni dei centri sociali"

La Questura sui fatti di ieri a Piazza Venezia: "C'era un accordo per un presidio statico. Ci sono stati manifestanti estranei ai terremotati"

Scontri con la polizia e due persone ferite. Questo è il risultato della manifestazione di ieri che ha visto protagonista il popolo aquilano, mentre marciava, da Piazza Venezia, per le strade di Roma. Ieri mattina la situazione è iniziata a degenerare già verso le 11.30, appena un'ora dopo l'inizio del corteo. I manifestanti infatti, hanno deciso di cambiare tragitto, e di volgersi verso via del Corso. Qui hanno incontrato il cordone formato dalle forze dell'ordine, la tensione è salita e c'è stato lo scontro.

La polizia ha dato una propria versione sull'accaduto. Secondo quanto dichiarato in un comunicato della questura di Roma, i patti presi con i manifestanti e con le associazioni, con i comitati terremotati e i sindacati dell'Aquila, prevedevano un presidio statico in Piazza Ss. Apostoli e lo spostamento di una delegazione a Piazza Montecitorio, per poi radunarsi nel pomeriggio in Piazza Navona. In difformità con quanto richiesto dai promotori, alcuni manifestanti, che secondo la questura erano estranei ai terremotati, hanno iniziato a premere sul cordone delle forze dell'ordine per raggiungere Montecitorio.

La questura ha identificato questi "estranei" come appartenenti all'area antagonista e provenienti dai centri sociali, i quali, secondo la questura "non hanno fatto altro che strumentalizzare possibili disordini".

Inoltre è stato scoperto che uno dei due giovani feriti durante gli scontri, era già noto alle forze dell'ordine per simili avvenimenti.

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