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Scontri, Alfano: "Tirare razzi non è manifestare, pronti a vietare i centri storici ai cortei"

Il Ministro dell'Interno attacca poi i manifestanti, mostrando ai giornalisti fotografie che li ritraggono intenti a lanciare oggetti contro la polizia: "Ecco chi sono gli attivisti di Roma, altro che idealisti e studiosi"

"La libertà di manifestare è sacra ma tirare razzi non è manifestare". Lo afferma il ministro dell' Interno Angelino Alfano in merito agli scontri avvenuti nella Capitale il 12 aprile. 

"Siamo pronti a vietare i centri storici alle manifestazioni che, secondo le informazioni che abbiamo, possono trasformarsi in saccheggi. I romani non ne possono più" sottolinea il leader di Ncd in conferenza stampa.

E sulla natura dei manifestanti, a suo dire, tutt'altro che pacifica, il ministro calca la mano. Ai giornalisti mostra alcune fotografie che ritraggono gli attivisti mentre lanciano oggetti contro la polizia, "altro che idealisti e studiosi di economia e filosofia del diritto: questi sono i manifestanti di Roma ma queste foto - ha protestato Alfano - i giornali non le hanno mostrate alla pubblica opinione".

Hanno mostrato invece, lo sappiamo bene, un'immagine simbolo di quei quattro minuti di terrore vissuti tra via Veneto e Piazza Barberini: un poliziotto che calpesta una giovane manifestante stesa a terra nell'abbraccio di un coetaneo.  

Un flash, scattato dalla fotografa Yara Nardi, che ha fatto da scintilla a un dibattito infuocato, che ha portato all'apertura di un'inchiesta, e all'iscrizione dell'agente nel registro degli indagati per lesioni volontarie aggravate da abuso di posizione.  

Le colpe di quei minuti di panico però non sarebbero solo da una parte per il ministro Alfano, che spezza comunque una lancia a favore della celere: "La polizia è un corpo sano, se c'è uno che sbaglia se ne occuperanno gli organi competenti ma è inaccettabile il saccheggio del centro storico di Roma, evitato grazie alla polizia già in passato". E poi "cosa si vuole che dicano i poliziotti: 'Prego accomodatevi? sfasciate i palazzi? rompete le vetrine?'.

Alle parole di Alfano risponde via twitter, Gianluca Peciola, capogruppo Sel in Campidoglio, con l'hashtag #alfanodimettiti e #libertàdimanifestare: "Il ministro - scrive il consigliere - accende la miccia della polveriera Roma e copre gli agenti violenti".

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