Cronaca

Giovane scomparsa, il fidanzato: "Rapita dai genitori cinesi per farla abortire"

Lei cinese con cittadinanza italiana aspetta un figlio dal suo fidanzato, romano e cattolico. I genitori di lei sono contrari e la richiamano in Cina, da allora la giovane è scomparsa e di lei e del bimbo non si sa più nulla

Un mistero avvolge la storia di una giovane coppia che aspetta anche un figlio. Lei, 24 anni cinese e con cittadinanza italiana, è scomparsa dopo essere stata richiamata dai genitori, contrari alla relazione e alla gravidanza, in Cina. Da allora non se ne sa più nulla.

A raccontare la vicenda è Martino, il fidanzato 25 enne della giovane che ha denunciato la scomparsa in territorio cinese della sua fidanzata, Sun Li Oing, per tutti “Sofia”. Come scrive Vatican Insider, i genitori della giovane sarebbero contrari alla relazione e alla gravidanza e potrebbero aver costretto la giovane ad abortire.

Martino, infatti, è un giovane cattolico praticante e Sofia, inizialmente atea, insieme a lui si era avvicinata alla fede. Poi la scintilla tra i due e, infine, la gravidanza. I genitori della giovane, proprietari di un ristorante cinese in zona San Pietro, invece si professerebbero atei di stampo maoista e, soprattutto, desidererebbero per la figlia un uomo cinese. Racconta Martino: “All’inizio non se la sentiva, voleva abortire anche perché sapeva che la sua famiglia non avrebbe mai accettato quella gravidanza. Poi, dopo un confronto drammatico nel quale la nostra fede è stata fondamentale, abbiamo preso la decisione di tenere il bambino. Del resto la mia famiglia ci aveva garantito tutto il sostegno necessario e io ero pronto a sposarla.”

Il padre di Sofia non è d'accordo e “sollecita” la figlia a tornare in Cina per interrompere la gravidanza, come spiega Martino: "le suggerisce con un certo vigore di andare in Cina, dove si trovava dal gennaio scorso insieme con la moglie, per “risolvere il problema”, cioè per abortire, dato che a quel punto in Italia, essendo la gravidanza oltre le 12 settimane, non lo si poteva fare legalmente". Lei però non cede e a quel punto l'atteggiamento del padre cambia e si dimostra più affabile e ben disposto. 

“La invita ad andare a Shangai dove, giura, ha comprato degli appartamenti per assicurarle una rendita in vista del mantenimento del nipote. Sai sto male, ho tanto male al cuore: vieni presto…”, dice nel corso di alcuni colloqui telefonici. Sofia si convince e parte. “Il 17 maggio scorso – prosegue ancora Martino - è decollata da Fiumicino: destinazione Qingtian, una cittadina poco distante da Shangai. Da allora non l’ho mai più sentita: né telefono, né Skype, né mail: tutto muto e io sono disperato”.  

Martino però non si arrende e si rivolge al consolato di Shangai perché Sofia è una cittadina italiana e cerca di avere sue notizie tramite il padre che informa il consolato che la figlia è da alcuni parenti ed ha un nuovo cellulare cinese di cui non vuole dare il numero. Intanto, anche gli amici di Sofia denunciano la sua scomparsa nel nulla e la totale assenza di comunicazioni da parte della giovane.
Il timore è che la giovane sia stata costretta ad abortire dai genitori e che venga trattenuta in Cina contro la sua volontà.

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