Lo sciacallo della Tiburtina incastrato da un tatuaggio: "Ora perderò il posto di lavoro?"

Il 50enne è stato rintracciato dagli agenti della Polizia Locale in una ditta di trasporti a Guidonia, è accusato di appropriazione indebita e furto aggravato

La bici di Fulvio Di Simone dopo l'incidente sulla via Tiburtina

Non ha mostrato nessun pentimento, l'unica preoccupazione che ha manifestato è riassunta bene nelle parole che ha riferito agli agenti che lo hanno raggiunto nella ditta di trasporti di Guidonia dove è impiegato come trasportatore: "Adesso perderò il posto di lavoro?". Lui è un 50enne residente nella stesso Comune della Città dell'Aria ed è ritentuo essere lo sciacallo che ha rubato il portafogli di Fulvio Di Simone, il ciclista investito ed ucciso da un tir sulla via Tiburtina.

Ad incastrare l'uomo diversi aspetti, ricostruiti dettagliatamente dagli investigatori del IV Gruppo Tiburtino della Polizia Locale di Roma Capitale che dallo scorso 17 maggio hanno lavorato notte e giorno alla ricerca dello sciacallo del 54enne residente al Tiburtino. Due gli aspetti che hanno portato i 'caschi bianchi' all'uomo, M.D., queste le sue iniziali, le immagini estrapolate da venti telecamere comprese quelle del bancomat dove ha prelavato il denaro del ciclista appena deceduto sulla Tiburtina, ed alcuni tatuaggi, ben visibili sulle mani e sulle braccia. 

Ma andiamo per ordine. Fulvio Di Simone viene travolto ed ucciso da un tir sulla via Tiburtina, nella zona del Polo Industriale, intorno alle 13:50 dello scorso venerdì. Senza documenti, gli agenti intervenuti sul posto non riescono a dare un nome al ciclista deceduto sul colpo. Sino alle prime ore della sera, quando i familiari dell'uomo, non vedendolo rientrare in casa, denunciano quanto accaduto. 

Il ciclista deceduto ha finalmente un nome, ma qualcosa non torna, Fulvio Di Simone infatti usciva in bici sempre con il portafogli, ma non se ne trova traccia. La moglie dell'uomo però riceve due notifiche, di altrettanti prelievi fatti ad un istituto di credito della zona a poca distanza l'uno dall'altro, il primo alle 14:01 ed il secondo alle 14:16, quando il ciclista era ancora incastrato sotto al mezzo pesante che lo aveva travolto ed ucciso poco prima.

Scatta la denuncia e cominciano le indagini. Si parte dallo sportello bancomat dell'Unicredit di via dei Monti Tiburtini, dove risultano essere stati fatti i due prelievi. Si riesce ad individuare lo stesso uomo che ritira i soldi a distanza di un quarto d'ora (due prelievi da 250 euro per un totale di 500). Le immagini non riprendono però il veicolo con il quale l'uomo è arrivato al bancomat, parcheggiato a debita distanza dal dispositivo Atm. 

I vigili urbani proseguono le indagini ed acquisiscono le riprese di venti telecamere poste fra la via Tiburtina e via dei Monti Tiburtini. Si riesce a mettere a fuoco il logo di una ditta di trasporti, ma non la targa. Lo stesso furgone viene ripreso sulla via Tiburtina, dietro al Tir che ha poi travolto ed ucciso Di Simone. 

Trovato un primo importante indizio gli investigatori concentrano parte delle loro attenzioni a trovare la sede della ditta di trasporti dal quale il furgone era partito. Arrivano a Guidonia, isolano i possibili orari e esaminano i fogli di marcia. Si arriva ad un uomo, che corrisponde nel fisico allo stesso ripreso dalle telecamere dell'Unicredit dove viene prelevato il denaro dal bancomat del ciclista, facilitato dalla presenza del codice PIN contenuto nel portafoglio del 54enne.

I vigili urbani puliscono le immagini delle telecamere, e riescono ad individuare il furgone ricostruendone il percorso. Dalla via Tiburtina il mezzo di lavoro prende infatti il Grande Raccordo Anulare, carreggiata interna, imbocca il tronchetto urbano dell'A24 Roma-Teramo ed esce a via dei Monti Tiburtini, dove poi si ferma all'Unicredit facendo i due prelievi al bancomat. 

Ad incastrare il 50enne ci pensano poi alcuni tatuaggi, ben visibili sulle mani e sulle braccia del 50enne poi individuato dai 'caschi bianchi'. I vigili poi lo raggiungono a Guidonia dove l'uomo manifesta timore di essere licenziato.

Denunciato, la sua posizione è ora al vaglio dell'Autorità Giudiziaria, le accuse nei suoi confronti sono quelle di "appropriazione indebita" e "furto aggravato". Da determinare anche la posizione di una seconda persona, collega del 50enne, che si trovava nel furgone con lo sciacallo nel momento in cui derubava il portafoglio di Fulvio Di Simone. Il collega del 50enne di Guidonia rischia una denuncia per "favoreggiamento". 

Nel tardo pomeriggio di giovedì 23 maggio, una pattuglia del IV Gruppo Tiburtino ha poi ritrovato  il portafoglio contenente i documenti e la carta utilizzata per sottrarre i soldi al ciclista investito a via Tiburtina. Gli agenti hanno ricostruito una mappa delle possibili strade che l'autore del furto poteva aver percorso, partendo dal bancomat in cui erano stati effettuati i prelievi. Il ritrovamento è avvenuto in via dei Fiorentini. Gli effetti personali verrano riconsegnati alla famiglia al termine delle indagini.

Articolo aggiornato alle 16:40 del 23 maggio 2019 

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