Autista bus 69 preso a schiaffi da passeggero: non funzionava l'aria condizionata

E' accaduto dopo che il mezzo pubblico si è fermato al capolinea di piazzale Clodio. Quintavalle: "Abbiamo il terrore di girare con la divisa"

Il capolinea di piazzale Clodio (foto google)

Uno schiaffo in pieno volto da parte di un passeggero. Questo quanto ha subito il conducente dell'autobus della linea 69 dell'Atac. Motivo delle violenze, l'aria condizionata non funzionante sul mezzo pubblico. E' accaduto a piazzale Clodio, a Prati. La denuncia da parte del sindacato degli autoferrotranvieri Cambia-menti m410. "Il caldo fa perdere la testa ad un passeggero - stigmatizza la segreteria regionale -, da prima ha insultato verbalmente l’autista e poi lo ha colpito al viso, sotto gli sguardi increduli di utenti e passanti".

Schiaffo all'autista Atac

In paritcolare i fatti hanno preso corpo intorno alle 8:00 di ieri 8 agosto, con il passeggero che già mentre era in viaggio sull'69 si lamentava del mancato funzionamento dell'aria condizionata. Arrivati al capolinea di Prati l'autista ha aperto le porte per  far scendere gli utenti ed è stato a questo punto che l'uomo, un 40enne italiano, si è scagliato contro l'autoferrotranviere colpendolo con uno schiaffo sul volto. Proprio in piazzale Clodio erano presenti i carabinieri impegnati in un posto di controllo che, notata la scena, hanno proceduto all'identificazione dell'aggressore. 

Abbiamo il terrore di girare in divisa

Quanto subito dall'autista Atac ha trovato il commento di Micaela Quintavalle, leader del sindacato degli autoferrotranvieri Cambia-menti m410: "Mi chiedo perché in questi casi nessuno faccia filmati. Mi chiedo perché nessuno si prodighi per tutelare gli autoferrotranvieri onesti. Come i cittadini anche noi raggiungiamo i nostri capolinea prendendo i mezzi. Ed abbiamo il terrore di girare con la divisa.  Siamo una categoria annientata da ogni mezzo di informazione". 

Attaccati senza tregua

"Siamo brave persone - commenta ancora Micaela Quintavalle - che per sopperire alle inefficienze di una oligarchia dirigenziale svolgono il proprio turno di servizio nell'esasperazione e nel terrore. Ci è rimasto lo stupro e l' omicidio. Poi ci hanno fatto di tutto. Il collega non ha reagito - conclude la sindacalista -. L'azienda in questi casi invita solo l'utenza a mantenere la calma. E intanto noi veniamo attaccati senza tregua". 

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