Sabato, 19 Giugno 2021
Cronaca

Scandalo Marrazzo: a gennaio udienza per gli 8 coinvolti nel ricatto

Il 10 gennaio davanti al gup compariranno i 4 carabinieri della compagnia Trionfale, tre pusher e un trans. Ventisei i capi d'accusa, tra cui omicidio, rapina e concussione

Arriverà il 10 gennaio 2012 l'udienza preliminare per lo scandalo Marrazzo: le otto persone coinvolte nel presunto ricatto all'ex presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, ed in altri episodi connessi tra cui anche l'omicidio del pusher Gianguarino Cafasso, compariranno davanti al Gup Massimo Di Lauro.

Ventisei i capi d'accusa, a seconda delle posizioni: associazione per delinquere, omicidio volontario aggravato, concussione, violazione della legge sulla droga, perquisizioni illegali, rapina e favoreggiamento dei reati indicati.

Le otto persone sono: quattro carabinieri all'epoca dei fatti in servizio nella caserma della compagnia Trionfale, Nicola Testini, Carlo Tagliente, Luciano Simeone e Antonio Tamburrino, della trans José Alexander Vidal Silva (Natali), sorpresa con Marrazzo il 3 luglio 2009 nel suo appartamento di via Gradoli, e di tre pusher, Emiliano Mercuri, Massimo Salustri e Bruno Semprebene.


Al gup spetterà decidere per l'eventuale rinvio a giudizio. Per il caso del presunto ricatto ai danni dell'allora governatore, il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo ed il sostituto Rodolfo Sabelli attribuiscono a Testini, Simeone e Tagliente di aver "con la minaccia di gravi conseguenze costretto Marrazzo - è detto nel capo di imputazione - a compilare e a consegnare loro tre assegni dell'importo complessivo di 20 mila euro". Non solo, in quell'occasione i tre si sarebbero "impossessati di 5000 euro di proprietà in parte di Marrazzo in parte di Natalie". Per quanto concerne la morte di Cafasso, i pm ritengono che questi fosse diventato un testimone scomodo per i carabinieri infedeli e attribuiscono a Testini la responsabilità di avergli ceduto "un quantitativo di droga - si legge nel capo di imputazione - di identità non esattamente accertata, consistente in una miscela di eroina e cocaina tale che ne risultava accentuata la potenziale lesività" provocandone la morte. (Fonte Ansa)

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