Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca

Dai capi falsi al kit dell'abusivo: l'ambulantato romano svelato dalla sartoria di Casalotti

La ricostruzione della filiera, dalla realizzazione dei capi nella fabbrica clandestina alla rivendita sulle classiche lenzuola stese sul marciapiede

Capi contraffatti

Borse Louis Vuitton, Chanel, Gucci a 40 euro, scarpe Adidas a 20, giacchetti K-way alla metà del prezzo di negozio. Le "lenzuola-vetrina" degli ambulanti stranieri invadono strade e marciapiedi della Capitale, dal centro storico al Lungotevere, dalle piazze della movida alle spiagge del litorale. E poco interessa all'acquirente che siano (evidentemente) dei "falsi". La compravendita di griffe contraffatte è un business d'oro, legato a doppio filo a criminalità e lavoro nero, risposta accattivante alla domanda di impiego dell'immigrato, calamita sempre attraente per il turista a passeggio e oggetto di continui blitz della Polizia locale, che stavolta è andata oltre il semplice e spesso poco incisivo sequestro della merce con multe salate ma raramente pagate.

A questo giro mesi di indagini dei gruppi GSSU e SPE, coordinati dal vicecomandante del corpo Lorenzo Botta, con appostamenti e pedinamenti in borghese hanno consentito di ricostruire la filiera. Centinaia di ambulanti immigrati nella Capitale si rifornivano nella sartoria professionale, clandestina, di viale Augusto Graziani, nel quartiere Casalotti. Un continuo via vai di furgoni, ben nascosti grazie a una strada sterrata sul retro, da e verso una villetta disposta su tre piani. 

Dal lenzuolo sul marciapiede alla fabbrica illegale perfettamente attrezzata, con dieci persone a lavoro sulle macchine da cucire che pensavano a tutto, dalla creazione dei capi (30mila quelli scoperti) alla preparazione dei sacchetti contenenti i lenzuoloni su cui stendere la merce. Una sorta di "kit" dell'abusivo che gli ambulanti trovavano già pronto al loro arrivo. Giacche, borse, scarpe delle migliori marche per oliare l'enorme macchina del falso, sorretta alla sua base da centinaia di venditori a caccia di un lavoro. Nel mezzo nessun intermediario. C'era chi si recava sul posto direttamente per accaparrarsi i pezzi e chi li aspettava distante chilometri, vedi a Ostia Lido e dintorni, dove migliaia di costumi da bagno per la stagione estiva venivano recapitati con appositi camion.    

Una novità nel panorama romano, dove fino a oggi, al netto dei singoli sequestri di articoli, si era arrivati al massimo a stanare qualche deposito di merce. Vedi lo scorso 27 maggio, sempre all'interno di un'attività di indagine del gruppo GSSU, gli agenti hanno scoperto una base di stoccaggio in zona Portuense con 2mila paia di scarpe contraffatte. Numeri comunque di molto inferiori a quelli venuti a galla questa mattina con l'operazione che ha consentito di arrivare all'anello superiore: il laboratorio abusivo. Le indagini proseguiranno per individuare ulteriori livelli organizzativi della piramide, oltre all'esistenza di eventuali altre fabbriche sul territorio. 

LA SARTORIA CLANDESTINA NEL VIDEO DELL'OPERAZIONE

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