Cronaca

San Cesareo: sartoria cinese sfruttava i lavoratori, 4 arresti

Quattro arresti per sfruttamento della manodopera: questo il risultato di un'operazione dei carabinieri di Palestrina in una sartoria di San Cesareo, gestita da alcuni cinesi

Un vero e proprio tugurio ricavato in una costruzione nascosta della zona industriale di San Cesareo con al lavoro 11 lavoratori di età compresa tra i 25 e gli 80 anni tutti di nazionalità cinese intenti a confezionare capi di abbigliamento per una nota marca: questa la situazione presentatosi agli occhi dei Carabinieri della Compagnia di Palestrina  e del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Roma che hanno effettuato un blitz nella sartoria.

I controlli hanno rilevato una situazione lavoratoriva pessima e degradata, i lavoratori erano tutti in nero senza contratto. La titolare della ditta, una donna cinese, si è vista oltre elevare una bella sanzione per non aver versato regolarmente contributi e assicurazione per i suoi dipendenti anche mettere le manette ai polsi insieme ad altri tre concittadini tra cui una donna di 80 anni. L'accusa per tutti è di favoreggiamento della permanenza e sfruttamento di manodopera straniera.

Inoltre  sono state elevate una decina di  maxi sanzioni per oltre 190.000 euro per le condizioni ambientali contrarie alla legge in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e igienico-sanitarie: gli operai sfruttati, erano costretti a lavorare decine di ore al giorno, alternando brevi periodi di riposo su giacigli di fortuna ricavati in angusti ambienti posti accanto ai locali adibiti a laboratorio, utilizzando un unico bagno oltre ad  un sudicio cucinino  dove riscaldare e consumare qualche modesto pasto.

Il sequestro del laboratorio cinese è il primo caso del 2012 nella zona dei monti Prenestini e nel comune di San Cesareo.

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