Martedì, 16 Luglio 2024
Cronaca

Sequestro Soffiantini, Samuele Donatoni "fu ucciso da un collega"

Riaperte le indagini sulla morte dell'agente dei Nocs, Samuele Donatoni. Prende sempre più corpo l'ipotesi che fu ucciso dal fuoco amico. Domani sopralluogo dei pm a Riofreddo

Sparato alle spalle, a bruciapelo. Un solo colpo, nel buio, nel silenzio. Poi quindici minuti di interminabile agonia nel freddo delle campagne romane. Quindici minuti in cui i colleghi 'fingevano' di cercarlo. Quindici minuti in cui Samuele Donatoni è morto. 

IL SEQUESTRO SOFFIANTINI - Sembra sempre più probabile che le cose, quel 17 ottobre del 1997, si siano svolte così. Nei prossimi giorni, forse già domani, i pm della procura di Roma, Erminio Amelio ed Elisabetta Cennicola, torneranno a Riofreddo per ricostruire la dinamica della sparatoria. A darne notizia è il sito internet "Nottecriminale" che pubblica, in esclusiva, l'audio dell'intervento di quella notte. E' questa l'ultima novità nell'interminabile caso Soffiantini, l'imprenditore bresciano sequestrato dalla banda dei sardi. Donatoni, agente dei Nocs,  perse la vita a Riofreddo durante le operazioni per catturare la banda di malviventi. Si tentò un finto scambio: gli agenti finsero di consegnare ai rapitori il riscatto, in modo da poterli arrestare.

Qualcosa andò storto, però, e Donatoni rimase ucciso in un conflitto a fuoco. I due agenti che erano con lui, Stefano Miscali e Claudio Sorrentino, equipaggio "Volpe 6", immediatamente avvisarono la centrale dell'accaduto e solo dopo quindici minuti di ricerche riuscirono a trovare il corpo, ormai senza vita, di Donatoni. 

MORO, FARINA E BROCCOLI- A finire immediatamente sotto accusa per l'assassinio di Donatoni furono tre dei rapitori. Mario Moro fu scagionato quasi subito, rimase comunque in carcere per il rapimento. Ma ferito nel corso dell'arresto, morirà il 13 gennaio. Farina fu processato e condannato per l'omicidio dell'agente dei Nocs, Samuele Donatoni, ma il 14 dicembre 2005 sarà assolto, con formula piena, dalla Cassazione. Stesso sorte è toccata a Osvaldo Broccoli, anche lui assolto dall'accusa di avere contribuito alla morte di Donatoni. 

FUOCO AMICO - Le sentenze, insomma, parlano chiaro: ad uccidere Samuele Donatoni è stato il fuoco amico. E la conferma arriva dai periti: Donatoni fu colpito da un 'arma corta', come quelle in dotazione ai Nocs, mentre i banditi al momento della sparatoria imbracciavano kalashnikov, uno dei quali fu ritrovato poco dopo la sparatoria.

Le accuse, allora, sono ricadute su Stefano Miscali, ancora oggi nel reparto d'elite della Polizia di Stato, e probabile 'assassino' di Donatoni. Dalla sua arma, infatti, sarebbe partita la raffica micidiale per il collega. Miscali, però, non è l'unico coinvolto. Il resto della squadra, infatti, mostrò "la precisa volontà di nascondere la verità fin dal momento in cui Donatoni venne colpito". Così 'parlava' la sentenza del 2005. Oggi, sedici anni dopo quel 17ottobre 1997, il mistero continua. E le indagini ripartono.  

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