Rapina al portavalori: morta una delle guardie giurate ferite

Salvatore Proietti non ce l'ha fatta. È morto in ospedale nella notte, fu ferito nella sparatoria del 15 ottobre. "Lascia una moglie e una figlia"

Salvatore Proietti è morto nella notte, dopo quasi due mesi in cui ha lottato in ospedale per salvarsi dalle ferite provocate dai colpi di pistola di cui è rimasto vittima. Proietti, infatti, era una delle due guardie giurate ferite durante la rapina davanti al Todis in via dei Carafa.

Ci racconta un parente: “E' morto stanotte, intorno all'1.30, non ce l'ha fatta. Lascia una moglie e una figlia. Queste cose devono sapersi e deve saperlo anche chi gli ha sparato.”

In quella tragica mattina, Proietti è rimasto ferito dagli spari che raggiunsero anche il suo collega; da allora le sue condizioni sono rimaste sempre gravi. Soccorso, fu trasportato all'ospedale San Camillo dove è stato sottoposto a tre interventi chirurgici, poi le sue condizioni hanno cominciato a peggiorare fino al drammatico epilogo di ieri notte.

Proietti era una delle guardie giurate che la mattina del 15 ottobre finirono nel mirino del rapinatore che puntava al portavolori .
Il ladro si era appostato nei pressi del supermercato dove il portavalori avrebbe dovuto effettuare un prelievo di denaro contante. Appena arrivato il convoglio, ha sparato all'impazzata contro i suoi colleghi intenti nella scorta al mezzo.

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Il rapinatore è stato arrestato il 30 ottobre, ma il suo fermo ha portato una nota amara: a sparare a Proietti e all'altra guardia giurata è stato un loro collega, un altro vigilantes.
Si tratta, secondo quanto hanno ricostruito i carabinieri di via in Selci, di una guardia giurata della stessa Coopservice (S.M., classe 1973, residente ad Ardea) il quale, prima di andare ad intraprendere il proprio turno di servizio di vigilanza davanti a una banca del quartiere Aurelio, ha commesso la rapina culminata nel sangue.
Con la morte di Salvatore Proietti la sua posizione si è aggravata: ora è accusato di omicidio.

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